Il diritto di revoca di acquisto, oggi esistente per il porta a porta, va esteso agli affari conclusi telefonicamente ma non a quelli su internet: la decisione è stata presa con 95 voti contro 84 dalla maggioranza borghese del Nazionale, che si è così distanziata da quanto stabilito dall'altra Camera, quella dei cantoni.
La differenza è che in rete è il consumatore a fare il primo passo, ha sostenuto la maggioranza. Invano Simonetta Sommaruga ha ricordato che fra telefonia e navigazione il confine è sempre più labile, oltre alla differenza di trattamento che sorgerebbe fra residenti in Svizzera e nell'UE, dove invece i 14 giorni sono la regola per ogni compravendita a distanza. I deputati hanno fissato pure un limite minimo di spesa di 200 franchi (gli Stati avevano optato per 100), escluso gli alimentari e stabilito che gli apparecchi elettrici non possono essere restituiti dopo che la scatola è stata aperta.
Le nuove norme sono il frutto di un'iniziativa parlamentare del socialista Pierre Bonhôte risalente addirittura al 2006. In un primo tempo, il Parlamento aveva preferito non legiferare.
pon/ATS
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