Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dopo oltre due anni di stallo, ha raggiunto un’intesa sulla Siria, accordandosi su una bozza di risoluzione per implementare lo smantellamento dell’arsenale chimico di Damasco. Una vera e propria svolta, se si pensa che solo qualche settimana fa gli Stati Uniti erano pronti a un intervento militare limitato per “punire” proprio l’uso di queste armi, uso avvenuto il 21 agosto scorso e che ha causato 1'400 morti.
Le trattative tra i cinque membri permanenti sono state lunghe ma alla fine si è arrivati a una soluzione o quasi (il voto è previsto per le prossime ore, entro domani): via libera alla tabella di marcia decisa da Washington e Mosca nell’incontro di Ginevra del 14 settembre scorso.
Nel testo presentato non si parla chiaramente di "uso della forza" nel caso in cui Damasco non rispettasse la tabella di marcia per lo smantellamento delle sue armi. Prevede, però, l'applicazione del capitolo 7 della carta ONU, che include diverse opzioni, fino all'intervento militare, ma solo dopo un'ulteriore approvazione da parte dello stesso organismo. Il progetto di risoluzione, che si articola in 22 paragrafi, condanna inoltre qualsiasi uso di armi chimiche in Siria. Il documento afferma che Damasco non può usare, produrre, acquistare o trasferire queste armi.
RedMM/TXT
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Il servizio di Alessandro Bertellotti
RSI Info 27.09.2013, 14:07
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Il servizio di Manjula Bhatia
RSI Info 27.09.2013, 14:31









