Chiamare la figlia "J" è inammissibile, anche se si tratta del suo quarto nome. Lo sancisce la giustizia zurighese, che ha dato torto ai genitori, i quali con questa insolita scelta volevano omaggiare i bisnonni Johanna e Josef.
Il tribunale amministrativo cantonale conferma quindi la decisione presa d’ufficio dai funzionari dell'Ufficio dello stato civile.
Per i giudici la scelta del nome è in linea di principio libera, a condizione che la scelta non danneggi il bambino. Nel caso specifico si è reputato che il nome equivaleva ad attribuirgli una matricola e avrebbe potuto essere confuso con un'abbreviazione alla quale mancava il punto finale.
ATS/SP



