Nessuna eccezione per la Svizzera dall’Unione europea, che ha deciso misure per tutelare la propria industria siderurgica. Metal Suisse teme per il futuro della produzione di tondini all’acciaieria di Gerlafingen, specializzata nel riciclaggio. L’industria edilizia rischia quindi di dover portare all’estero il materiale di demolizione. Alle autorità svizzere restano poche settimane per garantirsi sufficienti quote d’esportazione d’acciaio sul mercato europeo.
“Sono sorpreso e preoccupato”, dice alla RSI Andreas Steffes, direttore di Metal Suisse, l’organizzazione che rappresenta gli interessi dell’industria del metallo pesante. A preoccuparlo sono le misure protezionistiche approvate questa settimana dall’Unione europea: dimezzati i contingenti di acciaio che potranno essere venduti sul suo mercato senza dazi, per tutto il resto il dazio sarà del 50%, il doppio di quello attuale.
La mossa dell’UE è una reazione alle altre potenze mondiali che proteggono la loro industria dell’acciaio: gli Stati Uniti con dazi, la Cina col suo controllo statale. Per questo le autorità svizzere speravano e spingevano per un’eccezione, che però non è arrivata. Ma c’è di più. “Le misure europee sono state estese anche a nuove categorie di acciaio, ad esempio ai tondini, cioè le barre in acciaio per il cemento armato”, ed è questo che ha sorpreso Steffes.
In Svizzera ci sono due acciaierie. Quella di Gerlafingen (SO) produce tondini da acciaio riciclato, dopo aver chiuso altre linee di produzione a causa dei precedenti dazi europei. “Se dovesse perdere la possibilità di esportare sul mercato europeo, sarebbe un colpo fatale”, è convinto Steffes. “E ciò avrebbe ripercussioni sull’industria edilizia, perché da Gerlafingen escono oltre 500’000 tonnellate di tondini all’anno. Sarà difficile importarli dall’estero, anche solo per una questione di spazio su ferrovia e strada.”
Rottami all’estero: l’impatto sull’industria edilizia
La Società svizzera impresari costruttori (SSIC) conferma la preoccupazione, anche se con toni meno catastrofici rispetto a Metal Suisse. “C’è la possibilità di importare tondini dall’estero”, spiega la portavoce della SSIC Jacqueline Theiler, “ma è una soluzione complementare alla produzione interna, perché dall’estero sono più cari e meno ecologici”.
La complicazione maggiore però potrebbe essere lo smaltimento dell’acciaio che si trova nei rottami dopo la demolizione di edifici vecchi. Attualmente viene portato proprio a Gerlafingen. “Senza questo sistema di riciclaggio dovremmo esportare i rottami”, conclude Theiler, “con un peggior bilancio economico e ecologico”.
Un po’ di storia: dalla Monteforno a Gerlafingen
Dal 1946 al 1994 tonnellate di tondini per l’edilizia svizzera vennero prodotte alla Monteforno di Bodio. Una storia di industrializzazione in periferia, che si chiuse tra incredulità e proteste popolari e politiche. Per questioni finanziarie e di contenimento dei costi, la produzione venne centralizzata proprio a Gerlafingen, che oggi si trova a sua volta confrontata con dinamiche economiche globali.
La SECO negozia con Bruxelles
Le prossime settimane potrebbero essere decisive per il settore dell’acciaio svizzero, non solo per Gerlafingen. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ci scrive che sono imminenti trattative con l’UE sui contingenti liberi da dazi per le aziende esportatrici svizzere. L’obiettivo è di mantenere i volumi attuali, o di contenere al massimo le perdite. C’è tempo fino a fine giugno. Dal primo luglio le misure europee entreranno in vigore.
Il crescente protezionismo globale pone la Confederazione di fronte a un dilemma: adottare una vera e propria politica industriale, e sostenere settori ritenuti strategici? Oppure mantenere l’approccio liberale attuale, puntando su innovazione e capacità d’adattamento?
A sostegno dell’industria pesante il Consiglio federale ha deciso misure transitorie, valide fino al 2028. A quattro aziende, tra cui Stahl Gerlafingen, sono state ridotte le tariffe della rete elettrica. Siccome l’industria siderurgica ha bisogno di molta energia elettrica, in questo modo vengono garantiti loro grandi risparmi. Metal Suisse auspica che questi aiuti vengano resi permanenti. Ma non è scontato che trovi una maggioranza nella politica svizzera a favore di questi aiuti, che di fatto sono sovvenzioni, perché sono costi coperti scaricati su altri attori economici.










