Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, ha rivelato il “master plan” per il futuro di Gaza al WEF di Davos, in occasione della firma del “Board of Peace”.
Secondo questa mappa, la Striscia verrebbe ricostruita da zero per includere una località balneare, 150 torri residenziali, dei complessi industriali, un aeroporto, un porto e dei parchi. Lo riportano media internazionali.
Secondo Kushner, il piano sarà realizzato in diverse fasi, nelle quali si rimuoveranno le macerie, si creeranno delle abitazioni per i lavoratori e, infine, si ricostruiranno le città, partendo da Rafah, nel sud della Striscia. E l’ultimo tassello sarà quello della “Nuova Gaza”, che potrà essere “luogo di residenza, di destinazione, potranno esserci molte industrie, occupazione al 100% e opportunità per tutti”.

Il Master Plan di Trump per Gaza
“In Medioriente progetti del genere sono stati realizzati in tre anni”, ha aggiunto Kushner, mostrando diapositive della “Nuova Gaza” con grattacieli avveniristici sul lungomare della Striscia. In seguito ha specificato che “progetti come questi sono davvero realizzabili se lo permettiamo”.
Le diapositive presentate dal genero di Trump includono l’immagine della costa mediterranea palestinese piena di torri scintillanti, molto simili a quelle che si possono trovare a Miami, Dubai o Singapore. “Sono un esperto di immobiliare e per me la posizione è tutto”, ha dichiarato Trump.
Attualmente, però, il piano non affronta problematiche come i diritti di proprietà e i risarcimenti per i palestinesi che hanno perso i loro beni e i mezzi di sussistenza durante la guerra, o questioni chiave come l’allocazione dei palestinesi durante la ricostruzione. Inoltre, non si hanno ancora informazioni sui possibili finanziatori.
I numerosi dubbi sul funzionamento del Board of Peace
Nato dalla volontà di Trump di attuare il Piano di Pace per gaza e di supervisionare l’ordine postbellico nella Striscia, il Board of Peace il suo funzionamento è ancora costellato da dubbi. La Carta dell’organizzazione, che potrebbe essere percepita come un’alternativa alla Carta dell’ONU, recita che “il Board of Peace è un’organizzazione internazionale che promuove stabilità, il ripristino di governi affidabili e legittimi e la sicurezza della pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.
Un ulteriore problema riguarda la concentrazione assoluta del potere nelle mani di Trump, che presiederà il Consiglio senza che il mandato sia vincolato alla durata della sua presidenza degli Stati Uniti. Le decisioni sarebbero inoltre soggette alla sua approvazione, conferendogli un controllo totale sull’agenda e sulle risoluzioni.

Donald Trump al WEF
Telegiornale 21.01.2026, 20:00







