La Francia ha proceduto venerdì al versamento di 276 milioni di franchi, dovuti a titolo di ristorno delle imposte relative ai frontalieri che lavorano in Svizzera. Lo ha reso noto il governo del canton Vaud.
L'ammontare sarà ripartito fra 8 cantoni e semicantoni: Vaud, Neuchâtel, Vallese, Giura, Berna, Soletta, Basilea Città e Campagna. Ma sono le autorità vodesi, in particolare, a rallegrarsi per questo sviluppo e a commentarlo, auspicando che in futuro la Francia "rispetti i propri impegni finanziari".
Il canton Vaud si è trovato particolarmente esposto ai ritardi accumulati dalla Francia nel pagamento delle retrocessioni sui frontalieri. Appena una decina di giorni fa, il Parlamento vodese aveva approvato una risoluzione di sostegno all'Esecutivo, per le procedure adottate al fine di risolvere velocemente la questione.
La cifra di 276 milioni avrebbe dovuto essere ristornata dalla Francia a fine giugno dello scorso anno. Se gli accordi con Parigi avessero previsto interessi di ritardo - nella misura convenzionale del 5% - questi avrebbero raggiunto una cifra prossima ai 7 milioni di franchi, ha sottolineato il Governo vodese.
Nei tre cantoni dell'Arco lemanico, il numero di frontalieri risulta più che raddoppiato dall'entrata in vigore (2002) dell'Accordo di libera circolazione con l'UE: in base alle stime di un recente studio, è passato da 44'500 a 90'300 lavoratori.
Il 72% di questi frontalieri lavora nel canton Ginevra, dove è però in vigore un sistema di tassazione alla fonte analogo a quello del Ticino. Il 25% è invece impiegato nel canton Vaud.
Red.MM/ATS/ARi
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RG 18.30 - Il servizio di Mattia Serena
RSI Info 20.12.2013, 19:10







