In tempi difficili, come quelli attuali, ci si aspetterebbe che la gente tenda a unirsi. Non sembra però essere così, per lo meno a livello nazionale. È quanto emerge dal secondo barometro sulla coesione in Svizzera realizzato dall’Istituto demoscopico Sotomo.
Lo studio mostra che a livello nazionale le divisioni sono più accentuate, mentre a livello locale vale il contrario, ovvero la coesione c’è e funziona. Ma cos’è la coesione? Chi ha curato l’indagine parla di un collante della società, qualcosa che unisce dei gruppi di persone che tra loro sono diverse per provenienza, stato sociale, formazione e altri aspetti.
Percezioni diverse tra le regioni linguistiche
“Quello che abbiamo constatato, e questo mi ha colpito e mi preoccupa anche un po’, è il fatto che la coesione tra le regioni linguistiche sia piuttosto debole e per di più asimmetrica”, indica ai microfoni della RSI Michael Hermann, l’autore del barometro in questione. “Le regioni linguistiche più piccole valutano il rapporto con quelle più grandi in modo nettamente meno positivo rispetto al contrario”. Un esempio: “Gli svizzerotedeschi, ad esempio, vedono una coesione piuttosto buona, o almeno non indebolita rispetto alla Svizzera italofona. Al contrario, però, i due terzi delle persone nella Svizzera italofona vedono un legame indebolito. E la situazione è simile tra la Svizzera tedesca e la Svizzera romanda”.
Secondo Hermann, il problema è dovuto a sensibilità diverse che le minoranze percepiscono come arroganza. Non si tratta di arroganza intenzionale, precisa l’esperto, ma spesso di una mancanza di sensibilità verso le esigenze dei più piccoli. Esigenze che i “piccoli” percepiscono però molto di più.
Un aumento delle tensioni viene avvertito anche tra schieramenti politici di sinistra e di destra, così come tra ricchi e poveri.
Più solidarietà in luoghi dove le persone interagiscono direttamente
Se a livello generale la coesione appare sotto pressione, nella vita di tutti i giorni le persone sperimentano tuttavia un forte senso di solidarietà nel proprio quartiere. Lo studio mostra infatti che la coesione in Svizzera resta solida soprattutto laddove le persone si incontrano e interagiscono direttamente.
I risultati dell’indagine evidenziano inoltre che in Svizzera molte amicizie vanno oltre gli schieramenti politici. Le divergenze di opinione all’interno di un gruppo sono percepite come un elemento positivo e solo raramente portano alla fine dell’amicizia.
La democrazia diretta come pilastro centrale
Dal punto di vista della popolazione, la democrazia diretta rimane un pilastro centrale della coesione in Svizzera, viene indicato. La partecipazione politica rafforza il senso di identificazione e di integrazione. Gli svizzeri ritengono che la partecipazione a votazioni ed elezioni costituisca il loro contributo più importante alla coesione sociale.
Per realizzare il barometro Sotomo ha intervistato 2’495 persone maggiorenni tra il 24 ottobre e il 3 novembre dello scorso anno. I risultati sono rappresentativi della popolazione svizzera, precisa l’istituto.






