Lorenzo Vinciguerra, il cittadino svizzero rapito nel 2012 nel sud delle Filippine dal gruppo islamico Abu Sayyaf, è stato liberato dall'esercito nel corso di uno scontro armato.
La notizia, battuta dalle agenzie nella notte tra venerdì e sabato, è stata confermata dall’Ufficio federale degli affari esteri stando al quale l’uomo, seppur ferito, "si trova in buone condizioni e sarà rimpatriato al più presto”.
Le prime immagini della sua ritrovata libertà
Il 49enne, ornitologo dilettante residente nel canton San Gallo, si trovava sull'isola di Jolo. La sua liberazione, stando a fonti militari, è avvenuta dopo scontri a fuoco tra l'esercito e i terroristi. Un suo compagno di prigionia, un 54enne olandese, non è riuscito a mettersi in salvo ed è tutt'ora tenuto in ostaggio.
Stando a quando dichiarato dalle autorità filippine, per poter fuggire Vinciguerra avrebbe ucciso il suo carceriere con un machete. Durante la fuga, nella quale ha cercato di coinvolgere anche il suo compagno di disavventura che ha desistito per le precarie condizioni di salute nelle quali versava, è stato preso di mira dai terroristi che gli hanno sparato, mancandolo.
La telefonata di Burkhalter
Didier Burkhalter ha avuto una conversazione telefonica con l'ex ostaggio. Al 49 il presidente della Confederazione e capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha manifestato gioia e sollievo; Vinciguerra, dal canto suo, ha ringraziato Burkhalter per il sostegno dimostrato durante la prigionia.
Burkhalter ha poi ringraziato il suo omologo filippino Benigno Aquino per quanto fatto per liberare Vinciguerra e auspicato che Manila continui ad impegnarsi allo stesso modo per liberare l'ostaggio olandese.
AFP/bin/ludoC.
Dal TG20:
Dal TG12.30:
RG delle 12.30 del 06/12/2014; la corrispondenza di Loretta Dalpozzo
RG delle 12.30 del 06/12/2014; le reazioni da Berna raccolte Marco Petrelli
RG 18.30 del 06.12.14 - Il servizio di Mirko Priuli





