Le Temps è tornato sull’arresto della consigliera nazionale dell’UDC Céline Amaudruz, che era stata fermata dalla polizia di Ginevra nella notte tra il 10 e l’11 dicembre per guida in stato d’ebrezza. Secondo il quotidiano, una volta condotta in gendarmeria, la parlamentare avrebbe composto due numeri di telefono: quello del suo avvocato, il consigliere nazionale Christian Lüscher (PLR), e quello del consigliere federale Guy Parmelin.
Entrambi hanno cercato di calmare la donna, in evidente stato di agitazione, invitandola a collaborare con la polizia. Secondo Lüscher, la telefonata all’importante collega di partito aveva il solo scopo di cercare conforto nelle parole di un amico.
Il giornale sostiene inoltre che, Amaudruz sia stata individuata e fermata dalla polizia mentre la sua auto zigzagava per le vie del centro di Ginevra. Una volta arrestato il veicolo, la consigliera si sarebbe rifiutata di sottoporsi all’alcol test, motivo per cui è stata portata in caserma. La consigliera, che è stata trovata con un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite consentito, ha ammesso di aver bevuto troppo quella sera, ma non ha mai fatto cenno della telefonata.
Vicepresidente del partito a livello nazionale, Amaudruz resta per il momento al suo posto, in attesa della conclusione dell'inchiesta.
ats/mamo
Dal tg12.30:





