Svizzera

La parola “latte” va bene solo sulle confezioni di latte

Il Tribunale federale respinge il ricorso di Danone, che commercializzava un prodotto derivato dall’avena

  • Un'ora fa
  • 44 minuti fa
Il prodotto incriminato

Il prodotto incriminato

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Di: ATS/pon 

Un’alternativa vegana al latte non può menzionare la parola “latte”, secondo il Tribunale federale. I giudici hanno respinto venerdì in udienza pubblica, con quattro voti contro uno, il ricorso di Danone, che attraverso la Alpro commercializzava una confezione riportante i termini “not milk”.

Il latte è definito dal diritto svizzero come “il prodotto della secrezione mammaria di un animale classificato tra i mammiferi”. Questa denominazione è protetta e non può essere utilizzata per descrivere un’alternativa al latte. Per illustrare questo punto, un giudice ha esclamato: “Se bisogna chiamare un gatto gatto, bisogna chiamare il latte latte”.

Inoltre, la denominazione che figura sulla confezione di bevanda a base di avena induce i consumatori in errore. Nel caso specifico, l’imballaggio commercializzato da Danone Svizzera riportava la scritta “SHHH... THIS IS NOT MILK” (in italiano: zitto! questo non è latte), con una goccia bianca che sostituiva la “i” di “MILK”.

Il laboratorio cantonale zurighese aveva vietato nel marzo 2022 la commercializzazione di questa bevanda a base di avena, sottolineando che così presentata violava le disposizioni della legge sulle derrate alimentari.

La decisione del laboratorio era stata confermata dal Tribunale cantonale zurighese. Danone Svizzera aveva quindi presentato ricorso al Tribunale federale. Secondo la legge sulle derrate alimentari (LDerr), la presentazione e l’etichettatura delle derrate alimentari non devono indurre il consumatore in errore, in particolare per quanto riguarda la fabbricazione, la composizione e la natura del prodotto in questione.

Notiziario 14.00 del 27.03.2026

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