Le violazioni alle norme sul lavoro in Svizzera restano un fenomeno significativo, con il Ticino che si conferma in prima linea sul fronte dei controlli. A fotografare la situazione sono i nuovi rapporti della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sulla lotta al lavoro nero e sulle misure di accompagnamento alla libera circolazione, che evidenziano migliaia di casi irregolari in tutto il Paese.
I dati del 2025 mostrano complessivamente oltre 15’000 situazioni irregolari tra lavoro nero, dumping salariale e falsi indipendenti. A livello nazionale, gli ispettori hanno effettuato 14’450 controlli mirati al contrasto del lavoro nero e 38’567 verifiche nell’ambito delle misure di accompagnamento.
Nel 2025 sono stati riscossi multe ed emolumenti per 1’169’509 franchi nell’ambito del lavoro nero. Per quanto riguarda il dumping salariale, le autorità cantonali hanno pronunciato 1’784 multe e 509 divieti di prestare servizi in Svizzera. Inoltre, 90 datori di lavoro sono stati esclusi dagli appalti pubblici per violazioni gravi e ripetute.
Lavoro nero: oltre 14’000 casi sospetti
Gli organi di controllo cantonali hanno trasmesso alle autorità specializzate 14’147 situazioni sospette di lavoro nero. Le violazioni riguardano per il 35% il diritto delle assicurazioni sociali, come mancate dichiarazioni all’Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) o premi non pagati, per il 33% infrazioni al diritto degli stranieri e per il 32% l’imposizione alla fonte.
Le autorità hanno confermato irregolarità in 3’493 casi, con un aumento del 9% rispetto al 2024. La maggioranza delle conferme (74%) riguarda il diritto degli stranieri, in particolare lavoratori senza permesso o con permessi non validi.
Dumping salariale al 21%
Sul fronte del dumping salariale, le violazioni colpiscono soprattutto le imprese di distacco. Le commissioni tripartite hanno riscontrato sottosalario nel 21% dei controlli presso aziende straniere che operano temporaneamente in Svizzera. Tra le imprese elvetiche, il tasso scende al 10%.
Nei settori con contratti tipo di lavoro che fissano salari minimi obbligatori, le infrazioni per le imprese di distacco raggiungono il 37%. Un dato che evidenzia come i salari imposti per legge vengano frequentemente disattesi. Le commissioni paritetiche, attive nei settori con contratti collettivi estesi, hanno individuato irregolarità nel 24% dei 4’299 controlli effettuati presso imprese di distacco.
Falsi indipendenti: 9% dei casi
Gli organi di controllo hanno verificato lo status professionale di 4’661 prestatori di servizi indipendenti. Nel 9% dei casi è emerso il sospetto di una finta attività indipendente, utilizzata per aggirare gli obblighi assicurativi e le normative sul lavoro dipendente.
Edilizia e ristorazione nel mirino
I settori più colpiti dalle irregolarità rimangono l’edilizia secondaria, l’industria manifatturiera, la ristorazione e il commercio. In queste branche si concentra la maggior parte dei controlli e delle violazioni rilevate.
Il Ticino conferma il suo ruolo centrale nella lotta alle irregolarità anche se il numero dei controlli sul fronte del lavoro nero lo scorso anno nel Cantone è diminuito rispetto al 2025. Con 2’279 verifiche nel 2025 (rispetto alle 2’798 del periodo precedente), rappresenta il 16% dell’attività nazionale. Anche nei controlli sul dumping salariale, il cantone figura tra i più attivi: insieme a Zurigo e Ginevra, realizza infatti circa un terzo di tutte le verifiche nazionali legate alle misure di accompagnamento.
SEIDISERA del 16.06.2026

Dumping salariale, il rapporto sui controlli
Telegiornale 23.06.2022, 22:00








