Un totale di tredici lavoratori locali saranno licenziati da cinque ambasciate svizzere situate in diverse capitali dell'Europa dell'Est (Praga, Budapest, Varsavia, Bratislava e Riga). I dipendenti erano stati assunti nell'ambito del contributo della Confederazione (un miliardo di franchi per dieci anni) all'allargamento dell'Unione europea ad altri dieci paesi, terminato in giugno.
La notizia, inizialmente riportata dalla SRF, è stata confermata dal Dipartimento federale degli affari esteri. Il DFAE ha sottolineato che non è in programma la chiusura degli uffici di collegamento.
Il parlamento aveva adottato nel 2007 un credito quadro di un miliardo di franchi per dieci nuovi membri dell'Unione europea, quali Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Cipro, dopo che nel novembre 2006 il popolo aveva dato il proprio assenso al riguardo in votazione.
ATS/M. Ang.






