Franco Cavalli è di sinistra e Norman Gobbi è di destra, ma entrambi conoscono Christoph Blocher di persona. Il primo l'ha combattuto a lungo sotto la cupola di Palazzo federale, il secondo vi si è seduto a fianco in diverse riunioni strategiche targate UDC-Lega. E tutti e due martedì erano in Piazza a Locarno per vedere il docufilm L'expérience Blocher. Ecco le loro impressioni, decisamente contrastanti.
Cavalli: "Film debole. Blocher ha fregato il regista"
"Secondo me è parecchio debole. Sono deluso dal fatto che un buon regista come Jean-Stéphane Bron in fondo si sia fatto fregare da Blocher, che è un ammaliatore. La pellicola non è gestita dal regista, ma dal politico. Non c'è quasi mai una domanda importante. Quindi secondo me è un film deludente, molto intimistico, che ha poco a che fare con la personalità di Blocher e che sfugge dai temi fondamentali che si sarebbero dovuti affrontare", attacca Cavalli.
“È evidente che Blocher è diventato quello che è solo grazie a due fatti. Ai suoi milioni, grazie ai quali ha trasformato l’UDC, che era una banda di sbandati, in una macchina da guerra. E d’altra parte grazie al fatto che i media, per ragioni che non sempre riesco a capire, ne hanno fatto il loro beniamino. Viene poi presentato come una persona sensibile quando invece è stato estremamente duro e senza pietà: pensiamo a cosa ha fatto a Ruth Metzler o Philipp Hildebrand. È uno che fa dei calcoli molto freddi e che è disposto a passare su dei cadaveri pur di raggiungere degli scopi. Tutti questi temi andavano sviscerati, ma non è stato fatto”, aggiunge. “Ne ho parlato ieri sera anche con un consigliere federale che l’ha conosciuto bene e anche lui diceva che Blocher non è questo”, conclude l’ex consigliere nazionale.
Gobbi: "Sguardo neutrale. L'immagine di un uomo, non di un politico"
“Prima di vedere questo film se n’è parlato molto. Ci si poteva immaginare che fosse un’apologia, un’agiografia o una feroce critica. Invece è uno sguardo neutrale su un uomo che ha caratterizzato fortemente il dibattito politico e la via che il nostro paese ha seguito negli ultimi 20 anni; e penso in particolare al suo forte impegno nel 1992 contro lo spazio economico europeo”, afferma Gobbi.
“Blocher dice di essere un uomo di azione. Nel film si può percepire questa volontà di agire e a volte anche di imporre determinate decisioni. Momenti che io ho vissuto durante il gruppo, quando lui partecipava come capo della strategia dell’UDC nazionale. Lui, come il sottoscritto, diventa un po’ irrequieto quando le cose non vanno avanti come si vorrebbe…”, prosegue. "Questo film dà l’immagine di un Blocher forse più conosciuto nella Svizzera tedesca e meno in Romandia o nella Svizzera italiana, però permette, verso l’esterno, di presentarlo come persona e non solo come politico o personaggio pubblico”, conclude il ministro leghista.
Joe Pieracci
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Ascolta tutta l'intervista a Franco Cavalli: "Film debole, sono deluso. Blocher non ? questo, ha fregato il regista"
RSI Info 14.08.2013, 13:40
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Ascolta tutta l'intervista a Norman Gobbi: "Uno sguardo neutrale. L'immagine di un uomo, non di un politico o di un personaggio pubblico"
RSI Info 14.08.2013, 14:58
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