Il presunto jihadista svizzero che da diversi mesi tratteneva in Siria, contro la sua volontà, la moglie tedesca e la figlia neonata, le liberate sabato sera, a quanto sembra nei pressi della cittadina di confine di Reyhanli. Entrambe si trovano ora sotto la protezione del Ministero degli esteri tedesco in Turchia. Berlino ha confermato l'informazione, diffusa da SRF e dal giornale tedesco Stuttgarter Nachrichten.
La donna e la bimba erano partite in ottobre con l'intenzione di trascorrere un breve periodo con il 22enne di Arbon (TG), che possiede sia la nazionalità elvetica che quella turca. La moglie non era però riuscita a dissuaderlo dall'unirsi al Fronte al Nusra, affiliato ad al Qaida, e lei stessa non aveva più fatto ritorno nella Confederazione. La procura federale ha aperto un'inchiesta penale contro il giovane.
pon/ATS






