Un 21enne jihadista elvetico, nato da una famiglia turca ma naturalizzato dal 1995 e considerato bene integrato prima di radicalizzarsi, trattiene da 6 mesi in Siria contro la sua volontà la moglie di 22 anni, una tedesca convertita all'Islam. Lo rivela un'inchiesta della televisione della Svizzera tedesca e dal giornale Stuttgarter Nachrichten. Le autorità dei due paesi hanno iniziato a interessarsi al caso.
La coppia, con rapporti in comune con la controversa organizzazione di un salafita germanico, si era sposata a Stoccarda prima di trasferirsi nel canton Turgovia. Lui, scrive SRF, è poi partito per la Siria alla fine dell'estate del 2014, unendosi al gruppo al Nusra, vicino ad al Qaida. Tramite Whatsapp minaccia: "sono venuto a tagliare le teste degli infedeli, un giorno arriveremo in Svizzera". Lei, incinta, lo ha seguito in ottobre, ma secondo la sorella voleva restare solo per una settimana. Non è più tornata e nel frattempo ha partorito. La polizia elvetica, su richiesta tedesca, ha perquisito a fine anno la loro abitazione, ma era già troppo tardi.
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