La procura zurighese, dopo cinque anni di indagini, ha deciso di non avviare un procedimento penale nei confronti dei dipendenti di UBS che manipolarono il Libor.
Non sussistono sufficienti fondati sospetti che siano stati commessi in Svizzera atti di natura penale, ha indicato mercoledì all'ats una portavoce del ministero pubblico confermando una notizia pubblicata martedì dalla Neue Zürcher Zeitung.
Fra il 2005 e il 2010 - ricorda la NZZ - i cambisti di UBS avevano cercato almeno 1’000-2’000 volte di influenzare il principale tasso interbancario di riferimento al mondo per diverse valute, un parametro fondamentale anche per tutta l'economia elvetica, a partire dal mercato ipotecario, con ripercussioni anche per il cittadino comune. Comportamenti che lo stesso direttore generale Sergio Ermotti aveva definito “non etici”.
Erano coinvolte 30-40 persone, stando ai rapporti pubblicati nel dicembre 2012 dalle autorità di sorveglianza di Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera. A causa dell'ennesimo scandalo la banca si era vista costretta a pagare 1,4 miliardi di franchi.
ATS/ludoC




