In Svizzera sono state registrate da gennaio a marzo di quest’anno 5'759 domande d’asilo, 612 in meno (-9,6%) rispetto all’ultimo trimestre del 2012.
La diminuzione – secondo l’Ufficio federale della migrazione – è dovuta alla nuova procedura in 48 ore applicata da fine agosto per i paesi europei non sottoposti all’obbligo del visto (paesi ritenuti sicuri, nei quali cioè non vi sono persecuzioni) e al calo degli sbarchi sulle coste meridionali dell’Europa.
L’anno scorso proprio l’ondata di arrivi a seguito della cosiddetta “primavera araba” ha portato il numero delle domande a 28'631, con una progressione del 27% rispetto ai 12 mesi precedenti. E in Parlamento i partiti di destra e di centro hanno invocato l’adozione di misure urgenti, poi approvate ed entrate immediatamente in vigore il 28 settembre.
L’ultima parola sulla questione spetta però al popolo, il prossimo 9 giugno. I Giovani Verdi e varie organizzazioni non governative hanno infatti lanciato con successo il referendum, sostenuto poi dai Verdi a livello nazionale, dai Giovani socialisti, dalle donne PPD, dalle Chiese e, dopo qualche tentennamento, anche dal Partito socialista a livello nazionale.
Il sondaggio
L’ultimo sondaggio SSR mostra un’avanzata dei consensi per questa revisione urgente della legge sull’asilo, con il 57% di “sì”, contro il 48% di un mese prima. Il fronte del “no” è invece rimasto stabile al 29%, mentre la quota di indecisi è scesa al 14%. Il margine d’errore del rilevamento è indicato al 2,7%.
Cosa prevede la revisione
Le modifiche di legge adottate dal Parlamento e sostenute dal governo prevedono, fra l’altro, la soppressione della possibilità di chiedere l’asilo presso le ambasciate elvetiche, il mancato riconoscimento della diserzione o dell’obiezione di coscienza quale motivo d'asilo (con riserva della Convenzione sui rifugiati), l'introduzione di centri speciali per richiedenti renitenti (che compromettono la sicurezza e l’ordine pubblico), e la possibilità per la Confederazione di utilizzare le sue infrastrutture e i suoi edifici per alloggiare i rifugiati senza dover chiedere l’autorizzazione di cantoni e comuni. In cambio, i cantoni ricevono contributi finanziari per le spese di sicurezza e per i programmi d'occupazione per i profughi.
Il Consiglio federale può inoltre sperimentare, per un massimo di due anni, nuove procedure di esame delle domande d’asilo e ridurre il termine di ricorso contro decisioni negative.
Se la popolazione dovesse accogliere il progetto, le modifiche dovrebbero essere trasposte nel diritto ordinario entro il 28 settembre 2015. Se al contrario dovesse prevalere il “no”, le disposizioni di legge già entrate in vigore decadrebbero a partire dal prossimo 29 settembre.
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I favorevoli
La ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga, che si trova sul fronte opposto rispetto al suo partito (PS), non vuole sentire parlare di inasprimento della legge sull’asilo, insistendo invece sull'accelerazione delle procedure e sul rispetto della tradizione umanitaria elvetica. “Una procedura d’asilo rapida è anche più equa nei confronti dei richiedenti”, ha sottolineato. “Una situazione d’incertezza di mesi o anni non favorisce sicuramente l’integrazione”.
Gran parte delle decisioni introdotte a fine settembre dalle Camere creano le premesse per una “riforma profonda” del settore, ha aggiunto la consigliera federale, ponendo l’accento sulla possibilità di aprire più rapidamente nuovi centri di accoglienza.
Sulla questione della diserzione e dell'obiezione di coscienza, Sommaruga ha spiegato che le nuove misure colpiscono soprattutto gli eritrei. “Le persone che sono perseguite nel loro paese per aver disertato o rifiutato il servizio militare continueranno comunque ad essere accolte in Svizzera”, ha rassicurato.
Il comitato favorevole – che comprende esponenti di PPD, PLR, UDC, PVL, PBD, PEV e Lega dei Ticinesi – ha da parte sua sottolineato “l’esplosione” delle domande d’asilo negli ultimi anni e l’alto tasso di criminalità tra i richiedenti: “il limite di tolleranza è stato raggiunto”. I membri del comitato non hanno dubbi: la revisione urgente apporta migliorie, pur garantendo una protezione alle persone perseguitate, e “i centri per richiedenti renitenti sono la soluzione migliore per isolare i casi problematici”.
Le nuove disposizioni sono sostenute anche dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia e dall’Associazione dei comuni svizzeri.
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I contrari
“La revisione è frutto di una costante isteria e di una sistematica sfiducia nei confronti dei richiedenti”: è quanto pensano gli ambienti che sostengono il referendum (sinistra e ONG). A seguito di questo “inasprimento” delle norme e della soppressione della possibilità di presentare domande d’asilo nelle ambasciate “le persone perseguitate saranno costrette a rivolgersi ai passatori. E i viaggi via mare si trasformano sovente in tragedie”, è stato ricordato. Il visto umanitario non può essere considerato come una soluzione di ricambio, dato che esclude i rifugiati che si trovano in uno Stato terzo, è stato spiegato.
Anche la modifica sulla diserzione è stata denunciata con fermezza: “colpisce i rifugiati più minacciati. In Siria o in Eritrea queste persone rischiano il carcere, la tortura e pure la morte. L’asilo non sarà così concesso, per esempio, a chi si rifiuta di combattere per il regime di Bashar al-Assad”.
Gli oppositori denunciano inoltre la possibilità di sperimentare nuove procedure: “accelerarle non è in sé una cattiva idea; tuttavia, vi è un rischio reale che le procedure siano imprecise e approssimative; non si tiene infatti conto della mancanza di effettivi dell'Ufficio federale della migrazione”.
Il comitato contrario se la prende anche con la proposta di centri destinati a ospitare i richiedenti recalcitranti. “Non si sa ancora quali regole, né quali condizioni d'accoglienza prevarranno in questi campi”. La definizione molto vaga di recalcitranti “spalanca poi le porte a procedure arbitrarie”, mentre il codice penale già permette di lottare contro coloro che si manifestano come criminali.
Nelle ultime settimane la Commissione federale contro il razzismo si è da parte sua detta preoccupata per il clima sempre più teso: “la lotta contro gli abusi in questo ambito non deve portare alla stigmatizzazione di donne, uomini e bambini particolarmente vulnerabili”.
red/ats
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RG 18.30 MAINARDI SONDAGGIO 29.05.13.MUS
RSI Info 30.05.2013, 13:15
Negli ultimi 30 anni la legge federale sull’asilo è già stata sottoposta ad una decina di revisioni, in particolare negli anni ’90, quando le nuove domande d'asilo raggiunsero il valore record (nel 1999) di 47'513.
1996: 19'418
1997: 25'507
1998: 42'979
1999: 47'513
2000: 19'750
2001: 21'854
2002: 26'987
2003: 21'759
2004: 15'061
2005: 10'795
2006: 11'173
2007: 10'844
2008: 16'606
2009: 16'005
2010: 15'567
2011: 22'551
2012: 28'631
Fonte: Ufficio federale di statistica
In dicembre il Parlamento ha accolto altre modifiche della legge sull'asilo, che potrebbero entrare in vigore nel 2014. In futuro, tutti i richiedenti la cui domanda è stata respinta e che hanno ricevuto un ordine di partenza saranno privati dell'aiuto sociale. Anche coloro che hanno commesso reati o hanno barato nelle procedure saranno penalizzati con una riduzione o una soppressione dei mezzi attribuiti loro.
Le Camere hanno pure impresso un giro di vite in materia di procedure, ma hanno accordato migliorie puntuali nella procedura giuridica. In aula la sinistra si è battuta contro la maggior parte di queste misure. Ha rinunciato però a lanciare un nuovo referendum, considerate le scarse probabilità di successo e la mancanza di mezzi finanziari.









