Svizzera

"Lui vuole una vita normale"

Il Long Covid colpisce anche i bambini come Matteo, per mesi costretto a casa e la cui famiglia vive nella paura di un terzo contagio

  • 24.02.2022, 08:45
  • 20.11.2024, 18:35
I sintomi più frequenti: stanchezza, disturbi del sonno, aritmie,... Si guarisce ma ci vuole pazienza
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Da un anno senza scuola causa Long Covid

SEIDISERA 23.02.2022, 20:04

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Di: SEIDISERA/pon 

Non ci sono solo adulti, ma anche bambini fra le migliaia di persone colpite in Svizzera dal cosiddetto Long Covid, postumi della malattia che si protraggono spesso per mesi dopo la guarigione dai sintomi acuti. Fra questi Matteo, 12 anni. È la mamma a raccontare al Radiogiornale della RSI il calvario del figlio, un tempo vivace e che da oltre un anno è sempre affaticato, non può andare a scuola regolarmente (faceva la quinta elementare), continuare con la sua attività sportiva o incontrare normalmente gli amici.

"Si è ammalato la prima volta nel novembre 2020. Per due mesi aveva costantemente la sensazione di dover vomitare e girava per casa con un catino", dice. "Poi è subentrata una stanchezza cronica, la sua mente sembrava avvolta in una nebbia, non riusciva a formulare frasi complete, non trovava le parole, non ricordava cosa voleva fare e aveva disturbi del sonno".

"Dopo circa quattro mesi dal primo contagio è tornato a scuola e quasi subito ha contratto di nuovo il virus, stavolta la variante Delta", prosegue la madre. "Da lì la sua situazione è peggiorata, riusciva a concentrarsi per 5-10 minuti al giorno, passava le giornate a letto, dormicchiando o ascoltando gli audiolibri. Quando stava meglio guardava un documentario o giocava a un videogioco". Le visite di tanto in tanto di un amico lo sfinivano al punto che ci volevano giornate intere per riprendersi.

Dal marzo alla fine dell'estate 2021 Matteo non è uscito di casa e "ogni passo gli costava fatica". La famiglia si è rivolta anche a specialisti e ha aderito alla rete Altea, piattaforma di scambio fra persone affette dal Long Covid, medici e ricercatori. Il ragazzo nei mesi di isolamento è stato seguito inoltre da un insegnante e da una collaboratrice di Spitex. Grazie a un farmaco la sua situazione ora è migliorata: riesce ad andare a scuola due pomeriggi a settimana, andare a spasso con il cane per 45 minuti e vedere di nuovo degli amici, anche se poi per un paio di ore è spossato.

La famiglia è preoccupata che possa contagiarsi nuovamente, ma preferisce convivere con la paura che rinchiuderlo in casa: "Allora si ammalerebbe veramente, lui vuole una vita normale".

"Ha sintomi circa il 2%, ma si fanno visitare solo i casi più gravi"

Per aiutare i bambini come Matteo alcuni ospedali hanno aperto dei consultori a cui si possono rivolgere le famiglie. Tra questi anche l'Ospedale pediatrico dell'Università di Zurigo. Ma quante sono i giovanissimi colpiti dal Long Covid in Svizzera? "Non è tanto chiaro, non ci sono registri e secondo me è un problema perché non saremo mai in grado di avere i numeri precisi", dice il responsabile del reparto di pneumologia, Alexander Möller. C'è uno studio dell'Università di Zurigo che ha testato regolarmente 2'500 allievi nelle scuole. La prevalenza è più o meno del 2%, molto minore rispetto alla frequenza fra gli adulti. "Noi ne abbiamo visti 25 o 30, il mio collega a Winterthur altrettanti", afferma Möller, "ma è la punta dell'iceberg, i casi più gravi". I sintomi più frequenti sono la fatica muscolare o nella concentrazione, aritmie, problemi del sonno, stanchezza dopo camminate anche brevi. Si guarisce? L'esperienza dice di sì, ma "ci vogliono di solito 6-7 mesi e tanta pazienza".

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