Marc Progin non è colpevole. Questo, in sintesi, è il verdetto emesso da un tribunale di Hong Kong nei confronti del fotografo amatoriale svizzero accusato di "perturbamento dell'ordine pubblico", nell’ambito delle proteste pro democrazia dello scorso anno.
Il 74enne ex orologiaio in pensione, stava seguendo le dimostrazioni e aveva immortalato con la sua macchina fotografica un alterco avvenuto fuori dagli uffici della banca JPMorgan (tra un impiegato della stessa che era stato malmenato e alcuni dimostranti) rimanendone coinvolto.
I fatti risalgono al 4 ottobre 2019, al culmine della crisi politica di Hong Kong, quando Nan, un dipendente della banca statunitense, è stato attaccato da dimostranti filodemocratici nelle vicinanze del suo ufficio. Un video che è diventato virale ha mostrato Progin nell'atto di chiudere una porta della banca verso la quale Nan si stava dirigendo. Improvvisamente, un uomo mascherato è apparso dal nulla e ha colpito più volte l'impiegato prima di dileguarsi. Le autorità di Hong Kong avevano ritenuto che il fotografo elvetico avesse agito deliberatamente.
Gli avvocati dello svizzero hanno sostenuto che Progin stava solo facendo il suo lavoro, spiegando che aveva chiuso la porta per meglio posizionarsi per scattare una foto della scena. Una tesi che il magistrato non ha potuto escludere scagionando quindi il fotografo che rischiava fino ad un anno di carcere.
ATS/ANSA/AFP/Swing





