Il responsabile del "massacro di Rupperswil" ha fatto appello al Tribunale federale poiché vuole essere sottoposto a terapia ambulatoriale, un modo secondo lui per "elaborare" i crimini commessi il 21 dicembre 2015.
La misura era stata prevista nella sentenza emessa in prima istanza, ma era poi stata annullata in secondo grado, basandosi sul responso dei periti, che ritennero inutili simili cure, volte a ridurre il rischio di recidiva.
Il 35enne argoviese dalle conclamate tendenze pedofile è stato condannato alla detenzione a vita e all'internamento ordinario per l'assassinio brutale di quattro persone, ripetuta estorsione, sequestro di persona, atti sessuali con un fanciullo, ripetuta coazione sessuale, incendio intenzionale, possesso di materiale pornografico proibito e atti preparatori in vista di altri delitti.
ATS/dg






