Sono solo 450 i militi che nel 2014 hanno dovuto riconsegnare l'arma di servizio per motivi di sicurezza, un dato in calo rispetto agli anni precedenti. Nel 2012 i casi erano stati circa 800. Questo, scrive sabato il Tages Anzeiger, preoccupa la deputata socialista Chantal Galladé, che intende sollevare la questione in seno alla Commissione della politica di sicurezza. Il Consiglio nazionale ha già varato nuove misure contro gli abusi, come in particolare la segnalazione all'esercito da parte delle procure di membri delle forze armate coinvolti in procedimenti e ritenuti pericolosi. Queste potrebbero invertire la tendenza, ma la parlamentare non si sente tranquilla, ricordando come anche gli scartati dal servizio militare per motivi analoghi siano diminuti sensibilmente, da un migliaio nel 2012 e 2013 a 640 nel 2014.
I casi sono due, afferma: o davvero gli individui in grado di costituire una minaccia sono in diminuzione, o il compito non viene preso sul serio dall'esercito. Quest'ultimo, dal canto suo, non ha saputo spiegare le fluttuazioni nelle statistiche.
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RG 12.30 del 09.05.2015 Il servizio di Marco Petrelli
RSI Info 09.05.2015, 13:05
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