L’esercito svizzero cerca di evitare che degli estremisti servano la Patria. Dopo la sentenza del Tribunale amministrativo federale (anticipata dal CdT giovedì) che permetterà a un simpatizzante ticinese della destra radicale di non essere escluso dai ranghi, tra i vertici grigioverdi c’è frustrazione.
“Non lo volevamo”, ha detto il portavoce dell’esercito Christoph Brunner alla SRF, precisando che ora si valuteranno le motivazioni della sentenza e che potrebbe esserci un ricorso al Tribunale federale.
In Svizzera non è proibito avere idee radicali e, hanno stabilito i giudici rifacendosi al messaggio sulla Legge militare, nessuno può essere escluso dal servizio. A meno che non si macchi di gesti intollerabili o faccia parte di un movimento. Annualmente vengono segnalate due dozzine di fatti estremistici nelle caserme. I reati di questo tipo sono in diminuzione. Martine Brunschwig Graf, presidente della Commissione federale contro il razzismo, ha sottolineato alla SRF che “a situazione è migliore oggi rispetto a qualche anno fa”.
Red. MM/Da.Pa.







