Svizzera

Mormont, perquisizioni corporali "sproporzionate"

Nella primavera del 2021 dimostranti ecologisti sono stati sottoposti a controlli nelle parti intime non ammessi - La conferma dalla Camera dei ricorsi penali vodese

  • 18 novembre 2022, 11:12
  • 24 giugno 2023, 01:43
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RG 7.00 del 18.11.2022: Il servizio di Lucia Mottini

RSI Svizzera 18.11.2022, 10:44

  • Keystone
Di: RG/Mottini/Red.MM

La polizia può perquisire le parti intime soltanto se ci sono indizi seri e concreti che la persona arrestata potrebbe attentare alla propria vita o a quella di altri. Ma secondo un'inchiesta della RTS, questa regola ribadita dal Tribunale federale nel 2019 non è stata rispettata dalla polizia vodese quando nella primavera del 2021 ha arrestato in massa un gruppo di dimostranti ecologisti sulla collina del Mormont. Lo ha conferma una decisione della Camera dei ricorsi penali vodese, che l'ha definita come una misura "sproporzionata".

Lo sgombero della Collina del Mormont

Era il 30 marzo del 2021. Quel giorno la polizia vodese è intervenuta per sgomberare la collina che da sei mesi era occupata da militanti ecologisti. Sessantanove persone che si sono rifiutate di fornire le loro generalità, sono state portate al posto di polizia.

Tra queste c'era anche Sonja, una dottoressa simpatizzante dei giovani, che si era recata sul posto con l'intenzione di soccorrere eventuali feriti. Alla centrale, due poliziotte le hanno chiesto di spogliarsi, piegarsi in avanti e allargare le cosce. "Ho detto che non volevo farlo, che non ne avevano il diritto e che ci voleva un mandato. Mi hanno risposto che era obbligatorio e che altrimenti lo avrebbero fatto di forza. Per evitare che mi forzassero, l'ho fatto" ricorda ai microfoni della RTS.

Un anno e mezzo dopo, Sonja confessa di provare ancora la sensazione di aver subito uno stupro. Può però almeno avvalersi di una vittoria giudiziaria. La Camera dei ricorsi penali vodese ha definito quella perquisizione intima "sproporzionata": era infatti già chiaro che Sonja era sul posto in quanto medico e non c'era niente che facesse temere un atto di violenza da parte sua.

La polizia ammette l'errore

L'inchiesta della RTS rivela che non si è trattato di un caso isolato e che altre persone arrestate quel giorno hanno subito lo stesso trattamento. Alcune hanno sporto denuncia, ottenendo un esito analogo. La polizia vodese ammette ora un errore di valutazione e annuncia di aver modificato dallo scorso giugno le direttive sulle pratiche in materia di perquisizione.

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RSI/ATS-Keystone 30.03.2021, 19:32

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