Cessare la vendita delle riserve auree della BNS, conservare in Svizzera quello ancora in possesso dell'istituto e far sì che l'oro costituisca almeno il 20% dei suoi attivi: sono le tre richieste dell'iniziativa "Salvare l'oro della Svizzera", contro la quale il Consiglio federale ha avviato oggi (martedì) la sua campagna.
Il margine di manovra della Banca nazionale verrebbe notevolmente limitato, ha argomentato Eveline Widmer-Schlumpf, con conseguenze nocive anche per la stabilità del franco. Inoltre, anche se ridotte a 1'040 tonnellate le riserve elvetiche restano le settime al mondo e il 70% di esse già si trova entro i confini nazionali (il resto in Gran Bretagna e Canada).
Il prezzo del metallo è stato volatile negli ultimi anni, sostiene ancora l'Esecutivo. Esso non genera inoltre alcun interesse. Da ultime, ma non per importanza, vi sarebbero le ripercussioni per i cantoni, che vedrebbero ridotta la quota nella ridistribuzione degli utili della BNS. Motivo per il quale anche la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze si è opposta all'iniziativa.
pon/ATS






