Si è votato oggi a livello cantonale, come in Ticino, anche in altri 11 cantoni.
Tramonta, a Neuchâtel, la prospettiva di stranieri eletti sia nel Governo che nel Parlamento cantonale. La revisione costituzionale, volta ad attribuire il diritto d'eleggibilità agli stranieri con permesso C residenti nel cantone da almeno 5 anni, avrebbe rappresentato - se fosse stata approvata - una prima a livello nazionale. La maggioranza dei neocastellani l'ha invece respinta con poco più del 54% di "no".
San Gallo continuerà ad aderire al concordato Harmos. Con una sensibile maggioranza di voti sfavorevoli (69,6%), gli elettori si sono pronunciati contro l'iniziativa che chiedeva il ritiro del cantone dall'intesa per l'armonizzazione della scuola obbligatoria. Il testo, sostenuto unicamente dall'UDC, era invece avversato da tutti gli altri partiti politici.
La maggioranza degli elettori del canton Zugo si è espressa contro l'iniziativa dell'UDC che puntava all'uso esclusivo dello schwyzerdütsch nella scuola dell'infanzia e anche per alcune materie dei cicli d'insegnamento primario e secondario. Il testo è stato respinto da quasi il 60,4% dei votanti. Nella stessa proporzione, l'elettorato ha invece approvato un controprogetto parlamentare che prevede il ricorso al dialetto svizzero tedesco, come regola generale, nella scuola dell'infanzia.
Respinta nel canton Zurigo un'iniziativa sugli asili-nido. Il 70,5% degli elettori ha detto "no" al testo, che puntava a istituire un contributo a carico dei datori di lavoro per il finanziamento (attualmente sostenuto dai genitori e dai comuni) delle strutture di presa a carico dei bambini.
"Flat Rate Tax" sonoramente bocciata nel canton Svitto. L'idea di un tasso unico, pari al 5,7%, per la tassazione delle persone fisiche è stata infatti respinta dal 78,8% degli elettori. L'Esecutivo cantonale, con tale revisione della fiscalità, prevedeva maggiori entrate per le casse statali per un ammontare di 130 milioni di franchi l'anno.
Ancora in tema di imposizione, nel canton Lucerna gli elettori hanno respinto, con il 57,8% di "no", l'iniziativa del PS che chiedeva un aumento, dall'1,5% al 2,25%, dell'aliquota d'imposta applicata sugli utili delle imprese. Una partecipazione del 40,74% ha contraddistinto la votazione in questione.
A Nidvaldo gli elettori dovevano esprimersi sulla possibilità di attribuire un limite temporale alle leggi cantonali. Una proposta che è stata respinta con 7'133 "no" a fronte di 5'425 voti favorevoli. La partecipazione è stata del 42,64%.
La maggioranza dei cittadini di Obvaldo ha invece detto "no" al taglio dei contributi (dall'8,5 al 4,25%) ai premi di assicurazione malattia destinati ai meno abbienti. La riduzione sostenuta dalle autorità cantonali, e avversata con un referendum dal PS, è stata bocciata da oltre il 53,6% dei votanti.
Nessun incremento di indennità per i parlamentari eletti nel Legislativo di Uri. Contro l'aumento in questione, volto a portare la diaria da 160 a 200 franchi, si è schierato quasi il 66% dei votanti.
Approvate in Vallese alcune riforme in ambito giudiziario. La creazione di un consiglio della magistratura, nel ruolo di organo indipendente di sorveglianza della giustizia, è stata plebiscitata dai cittadini con quasi 64'000 voti a favore, contro 24'100 suffragi negativi. "Sì" anche ad una semplificazione delle modalità di designazione dei procuratori, finora eletti tutti dal Gran Consiglio. Dopo la revisione accettata oggi con 67'120 voti a favore, il Legislativo eleggerà unicamente i 5 procuratori che dirigono il Ministero pubblico cantonale.
A Ginevra, infine, gli elettori del cantone hanno approvato con quasi il 57,7% dei voti una diminuzione della deducibilità dalle imposte per le spese legate agli spostamenti fra l'abitazione e il luogo del lavoro.
Red.MM/ARi





