Svizzera

Nuova strategia per i detenuti a rischio

Un rapporto federale mette in luce le difficoltà per i cantoni, dopo i casi di Marie e Adeline. Invocata una pianificazione su scala nazionale dei posti nelle carceri

  • 26.03.2014, 16:51
  • 4 maggio, 13:01
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  • Tipress

Serve una cooperazione intercantonale per gestire i condannati a rischio: è la ricetta contenuta in un rapporto adottato oggi, mercoledì, dal Consiglio federale. Il documento dell’Ufficio federale di giustizia è stato sollecitato dopo i recenti casi di Marie e Adeline, “che hanno provato la complessità alla quale sono confrontati i cantoni nel campo dell'esecuzione delle pene”.

Le difficoltà sono dovute a vari fattori: sempre più detenuti devono scontare pene molto lunghe e soffrono di problemi di salute; gli stranieri dietro le sbarre provengono da paesi molto diversi; crescono le esigenze nel campo della sicurezza e del reinserimento, ciò che rende più difficile la valutazione dei rischi.

Disparità tra cantoni, ma non lacune legislative

I cantoni, responsabili dell'esecuzione delle pene, non hanno una prassi unificata: quasi la metà ha varato leggi speciali, mentre altri hanno inserito disposizioni in altre leggi e ordinanze. Malgrado le disparità, l'esame dei più recenti reati e di altre vicende che hanno scosso l'opinione pubblica non ha rivelato lacune legislative. Lo studio ritiene dunque superfluo stilare una legge federale.

Possibili soluzioni

Nel rapporto si parla di pianificazione su scala nazionale dei posti necessari nelle carceri o per l'esecuzione degli internamenti e delle misure stazionarie in strutture chiuse. Si evidenza poi che non vi è un numero sufficiente di collaboratori qualificati in grado di giudicare la propensione al rischio di un condannato. Va inoltre perfezionato il flusso d'informazioni tra i servizi.

1'000 i detenuti a rischio

Una particolare sfida è posta dai cosiddetti criminali a rischio, la cui quota è stimata a un quarto dei circa 4’000 detenuti in Svizzera. Una gestione adeguata richiede un'ulteriore professionalizzazione, come pure una strategia integrata su scala più ampia che non dovrebbe comprendere solo le risorse, la formazione e la pianificazione, ma anche la gestione degli errori, si legge nel documento.

I cantoni hanno già deciso i primi passi e si sono di fatto pronunciati per l'istituzione di un apposito centro di competenza finalizzato non soltanto a rafforzare la pianificazione strategica nell'esecuzione delle pene e delle misure, ma anche a fornire un sostegno sul piano operativo.

ATS/cos

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