Il Ministero pubblico vallesano ha accettato la richiesta di alcune famiglie delle vittime dell’incidente del bus belga, avvenuto nel tunnel di Sierre il 13 marzo del 2012 e costato la vita a 28 persone, procedendo di conseguenza all’esame di computer e cellulare dell’autista del torpedone coinvolto nella sciagura.
L’analisi dei due apparecchi, ha spiegato il procuratore vallesano Olivier Elsig, riguarderà esclusivamente gli elementi che potrebbero essere scoperti in relazione all’incidente ma escluderanno qualsiasi dato personale.
Altre domande di ulteriori indagini da parte di 8 famiglie delle vittime sono state respinte in quanto considerate dalla giustizia vallesana prive di fondamento, già delucidate o impossibili da ricostruire. Si tratta in particolare di richieste concernenti la traiettoria del veicolo all’interno della galleria, la conformità delle installazioni tecniche del traforo o dell’inchiesta sulla persona del conducente.
Il procuratore aveva informato le famiglie di aver chiuso l’inchiesta nel maggio scorso e aveva determinato le cause della tragedia in una disattenzione del guidatore o in un malore dello stesso o nella combinazione dei due elementi.
ATS-Swing







