Arriva puntuale, a casa, tre settimane prima delle votazioni da quasi mezzo secolo. La copertina è di colore rosso, in formato A5, più o meno copioso ed è distribuito, ogni volta, a circa 5 milioni di votanti in Svizzera. È l'opuscolo informativo sulle votazioni che sembra ancora godere di grande popolarità ed è, secondo un recente studio dell’Università di Zurigo, una fonte d'informazione sicura.
Michael Reiss, professore associato dell’ateneo zurighese, ha diretto, a proposito dell’opuscolo rosso, un gruppo di ricerca che ha coinvolto un migliaio di intervistati con l’obiettivo di sapere quanto fossero rilevanti le informazioni ottenute dai social, da familiari e amici o dai media tradizionali per formarsi una un’opinione personale sui temi in votazione.
A sorpresa, spiega Reiss, il tradizionale opuscolo rosso si è piazzato, nella classifica realizzata al termine del sondaggio previsto dalla ricerca, al secondo posto dopo la condivisione delle informazioni con familiari e amici. I social media sono invece finiti all’ultimo posto preceduti dai media tradizionali quali radio e TV o dai giornali. Malgrado le persone trascorrano parecchio tempo sui social, conclude il professore, la loro importanza su certi temi è alquanto scarsa; per 9 intervistati su 10 il libretto rosso è invece ancora essenziale.
RG/Swing






