Sta già causando la dura critica dei medici il tetto giornaliero di 12 ore fatturate, previsto dal nuovo tariffario medico (TARDOC), che associa a ogni prestazione un lasso di tempo oltre a un costo.
Si tratta dell’ulteriore tentativo di abbattere i costi della salute, ma online ha scatenato le proteste di molti medici, i quali lamentano che con il nuovo sistema l’efficienza verrà penalizzata. Questo perché le prestazioni effettuate non hanno solo un costo stabilito dal TARDOC, ma anche un tempo corrispondente. Dal 1° gennaio 2027, secondo il tariffario, non verranno quindi rimborsate ai medici le prestazioni elargite dopo il raggiungimento di 12 ore.
Per questo motivo, alcuni giorni fa, i medici hanno lanciato una petizione che critica l’ingiustizia di questo sistema. Chi tra di loro è più veloce ed efficace verrà infatti penalizzato: se nella mezz’ora prevista per una prestazione, uno di loro riesce a farne due, ad esempio, raggiungerà il tetto delle 12 ore più velocemente e dovrà rinunciare ad altri pazienti.
In brevissimo tempo sono state raccolte oltre 30’000 firme. Un successo che non sorprende Denis Faoro, ginecologo e membro del comitato dell’associazione svizzera dei medici chirurghi e invasivi. “Credo ci sia molta insofferenza. I medici temono ripercussioni negative e affermano che la comunicazione dell’FMH non sia stata ottimale.”
La presidente dell’FMH Yvonne Gilli ribatte che la sua associazione ha sempre combattuto il tetto delle 12 ore e ha comunicato in modo trasparente. “La nostra strategia di comunicazione è orientata in modo che i nostri membri siano sempre preparati rispetto alle novità”, spiega la presidente, specificando che “contiamo 46’000 medici membri dell’FMH, che prendono decisioni in modo democratico, in seno a gremi predisposti”. Secondo Gilli, in questo caso si è svolto tutto secondo la prassi, anche se sotto una grande pressione, causata dai tempi ridotti.
Le casse malati chiedono ai medici di segnalare eventuali tariffe che richiedono tempistiche eccessive. “Abbiamo calcolato il tetto massimo con cura, in modo da evitare attese per i pazienti, basandoci sull’esperienza sul campo”, assicura Christoph Kilchenmann, direttore delle strutture tariffarie Prioswiss. Nonostante ciò, “se per un gruppo di specialisti, una certa situazione dovesse risultare problematica, esiste la possibilità di adattare la tariffa”.







