Sono otto le candidature alla presidenza delle FIFA pervenute entro i termini, che scadono oggi (lunedì) a mezzanotte. L'elezione è in calendario il 26 febbraio. Una delle ultime è quella del 45enne svizzero Gianni Infantino, segretario generale della UEFA, che a sorpresa ha ricevuto il sostegno del comitato esecutivo della sua confederazione. È il piano B degli europei, visto che Michel Platini non è certo di poter prendere parte al voto: i suoi avvocati hanno reso noto che è stato respinto il primo dei due ricorsi contro la sospensione di 90 giorni (fino al 5 gennaio) inflitta a lui e a Sepp Blatter.
I candidati alla presidenza della FIFA
L'altro nome dell'ultima ora nella corsa al seggio del vallesano è quello del liberiano Musa Bility. L'Asia si schiera in larga misura dietro a Sheikh Salman bin Ibrahim al Khalifa del Bahrein (lui pure però nel mirino della commissione etica), mentre gli altri aspiranti sono il 57enne francese Jérôme Champagne, il sudafricano 62enne sudafricano Tokyo Sexwale (detenuto con Mandela durante l'apartheid), il trinidegno David Nakhid (51enne ex capitano della sua nazionale) e il principe giordano Ali bin al Hussein, 39 anni. Ha gettato la spugna, invece, il sudcoreano Chung Mong-joon, mentre ha deciso di non presentarsi, malgrado disponesse del necessario appoggio di cinque paesi, un secondo svizzero, l'ex segretario generale della FIFA Michel Zen-Ruffinen. Fuori anche Zico, vecchia gloria del calcio brasiliano, che aveva ammesso di aver difficoltà a reperire cinque "padrini".
pon/AFP/ATS
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