C’è una dinamica nuova intorno al piano di pace presentato dal presidente Zelensky: lo dice il nuovo ambasciatore svizzero a Kiev, Felix Baumann, insediatosi da una decina di settimane. Troppo presto per dire se la pace è vicina, ma di certo la diplomazia sta lavorando dietro le quinte, e anche la Svizzera fa parte del processo.
“La Svizzera ha condannato fermamente l’aggressione militare russa, ha adottato sanzioni decise dall’Unione europea subito all’inizio della guerra. La stessa UE ci ha incluso nell’elenco dei paesi partner. Da parte delle autorità a Kiev non ricevo critiche particolari”, dice Baumann.
Anche in Ucraina sono consapevoli del fatto che il diritto della neutralità impedisce l’esportazione di armi. Ma sanno anche che in Svizzera sui limiti e sull’interpretazione del concetto di neutralità il dibattito è aperto.
Aiuto umanitario e ricostruzione saranno le priorità del nuovo rappresentante di Berna. Quanto alle affermazioni su una involuzione autoritaria del presidente Zelensky, contenute anche in alcune analisi dei servizi segreti elvetici, il diplomatico stempera i toni: “Zelensky è il simbolo della resistenza del paese, con il conflitto c’è stata una certa centralizzazione del potere, probabilmente è anche normale in tempo di guerra. La Svizzera da tanti anni sostiene nel paese progetti di riforme e di decentralizzazione”.
L'intervista completa a Felix Baumann in cima all'articolo.
Intervista all'ambasciatore svizzero a Kiev
Telegiornale 15.08.2023, 20:00





