Svizzera

Penuria di gas: il piano del Governo

Il Consiglio federale pone in consultazione le misure nel caso di carenza: dagli appelli al risparmio fino a possibili limitazioni, divieti e contingenti

  • 31 agosto 2022, 18:30
  • 23 giugno 2023, 22:50
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In caso di penuria il Governo prevede diversi provvedimenti

  • Keystone
Di: Red.ID/ARi

Il Consiglio federale ha preso visione oggi, mercoledì, del piano di gestione da attuare nell'eventualità di carenze di gas naturale. Sono in questo senso previste due ordinanze che introducono limitazioni d’utilizzo e divieti, nonché misure di contingentamento per gli impianti a monocombustibile.

Tali progetti saranno al centro di una consultazione della durata di tre settimane presso i cantoni, le associazioni e altre cerchie interessate. Negli scorsi mesi l'Esecutivo si è adoperato in vari modi per potenziare l’approvvigionamento di gas in vista del prossimo inverno. Il settore del gas costituisce riserve nei Paesi limitrofi e acquista opzioni per ulteriori forniture di gas non russo. Ma se con tutto ciò dovesse comunque emergere una penuria, la Confederazione, che non dispone di impianti per l'immagazzinamento, potrebbe intervenire sulla domanda.

Un intervento in questo senso servirebbe a impedire un peggioramento della situazione dell’approvvigionamento e a evitare che si rendano necessarie misure più incisive. Si tratterebbe, come precisa una nota diffusa nel pomeriggio, di provvedimenti limitati nel tempo, e che verrebbero revocati il prima possibile. Gli strumenti in questione sono quindi i seguenti:

• appelli al risparmio in caso di penuria imminente;

• commutazione degli impianti bicombustibili al sopraggiungere di una penuria;

• limitazioni e divieti dell’utilizzo del gas per determinati impieghi;

• introduzione, tramite ordinanza, di contingenti per i clienti non protetti e inasprimento delle limitazioni e dei divieti.

Beni e servizi d’importanza vitale non debbono essere compromessi. In primo piano vi sono quindi riduzioni della temperatura ambiente e della temperatura dell’acqua, soprattutto nei luoghi di lavoro. Le diminuzioni della temperatura potrebbero essere estese anche agli ambienti abitativi. In Svizzera le economie domestiche private consumano più del 40% del gas. Escluderle vorrebbe dire rinunciare a cospicui risparmi sui consumi.

Ma se tali misure dovessero rivelarsi insufficienti, sarebbe possibile ridimensionare il consumo di gas sottoponendo a contingentamento gli impianti a monocombustibile. Il contingentamento progressivo concerne tutti i consumatori ad eccezione di quelli protetti, ovvero le economie domestiche private e i servizi sociali di base, cioè gli ospedali, le case per anziani e le case di cura, la polizia e i pompieri, l’approvvigionamento di acqua potabile e di energia, la depurazione delle acque di scarico, lo smaltimento dei rifiuti e la pulizia degli scambi ferroviari per evitare l’accumulo di neve o ghiaccio. Il Consiglio federale stabilirebbe il tasso di contingentamento al momento dell’emanazione dell’ordinanza, in base alla gravità della penuria. In linea generale il periodo di validità della misura sarebbe di un mese.

La commutazione degli impianti bicombustibili ad altri vettori energetici dovrebbe consentire di ridurre in tempi brevi il consumo di gas del 15-20%.

Focus sui prezzi elevati dell'energia

L'Esecutivo sta inoltre seguendo con attenzione gli effetti attualmente causati dall'inflazione e dai prezzi dell'energia. Al momento, tuttavia, non ravvisa la necessità di mettere in atto misure immediate per mitigarne la crescita. Stando alle previsioni, si legge in un altro comunicato del Governo, nel 2023 l'inflazione scenderà di nuovo.

Lo scorso luglio la crescita misurata dall'indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) è stata del 3,4%, ossia al livello più elevato in oltre 20 anni. Tuttavia i redditi bassi non sono stati finora maggiormente colpiti rispetto a quelli medio-alti, grazie anche alla loro struttura di spesa. Stando quindi a varie stime, osserva l'Esecutivo, l'inflazione per tutto l'anno corrente dovrebbe attestarsi tra il 2,5% e il 3%. Per il 2023 si ipotizza però una diminuzione per la Svizzera dove, rispetto ai Paesi circostanti, il rincaro è moderato: nell'Eurozona l'inflazione, sempre in luglio, era dell’8,9%, vale a dire con 5 punti percentuali in più rispetto alla Confederazione. L'economia elvetica, inoltre, continua ad avere un buon andamento e anche la situazione sul mercato del lavoro (con un tasso di disoccupazione del 2,2% in luglio) risulta molto positiva.

Il Governo, in conclusione, ritiene che gli aumenti dei prezzi finora registrati siano ancora sostenibili per le famiglie. Continuerà comunque a monitorare gli sviluppi sui mercati dell’energia e le relative ripercussioni per i nuclei domestici e l’economia. Nel prossimo autunno procederà quindi ad una nuova valutazione della situazione.

Le misure per la penuria di gas

Telegiornale 24.08.2022, 22:00

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