Svizzera

Peter Regli: “Il mondo è in mano a due dittatori”

L’ex capo dei servizi segreti svizzeri lancia l’allarme sulla guerra ibrida e critica duramente Putin, Xi Jinping e Trump: un autocrate diventato un incendiario

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Ospite: Peter Regli

Lo Specchio 29.03.2026, 19:15

  • RSI
Di: Damiano Realini, intervista originale - Redazione RSI Info, adattamento web

Peter Regli non usa mezzi termini. Il divisionario airolese, ex capo dei servizi segreti svizzeri dal 1991 al 1999, ospite della trasmissione “Lo specchio” condotta da Damiano Realini, ha tracciato un quadro allarmante della situazione geopolitica mondiale. “Il nostro mondo è controllato e diretto da due dittatori: Xi Jinping a Pechino con un criminale di guerra, Vladimir Putin a Mosca, e con un autocrate a Washington che è diventato un incendiario”, ha dichiarato senza mezzi termini.

La guerra ibrida è già qui

Peter Regli mette in guardia l’Europa sulla guerra ibrida condotta dalla Russia. “Putin sta conducendo la guerra ibrida contro l’Europa perché vuole dividere l’Europa, vuole indebolire la NATO, vuole indebolire l’Unione Europea”, ha spiegato a “Lo specchio”. L’esperto di geopolitica ha citato episodi inquietanti che “sembrerebbero essere pilotati da Putin”: deragliamenti in Svezia, magazzini con armamenti e derrate alimentari destinati all’Ucraina incendiati dolosamente, panne negli aeroporti. “In Svizzera non ci siamo ancora resi conto che la situazione è molto seria. Insieme ad altri cerco di informare, altrimenti la gente si occupa soltanto di calcio, di canzonette, di Sanremo”, ha avvertito.

“Io oggi sono libero di parlare”

Sul perché possa esprimersi con giudizi così netti, l’ex alto ufficiale ha chiarito: “Mi permetto di dirlo chiaramente perché quelli in uniforme non possono, sono sottoposti al primato della politica. Giustamente io oggi sono libero”. Peter Regli vive nel canton Berna, in “esilio volontario” come dice lui, con la moglie conosciuta nel 1973 su un volo Ginevra-Roma quando lei era hostess della Swissair. Una volta l’anno vanno all’Arena di Verona per il Nabucco: “Mi fa dimenticare i problemi di oggi della situazione geopolitica”.

L’Ucraina difende anche la nostra libertà

Sulla guerra in Ucraina, l’ex responsabile dei servizi d’informazione della Confederazione sotto i consiglieri federali Kaspar Villiger e Adolf Ogi è categorico: “L’Ucraina si batte per la propria libertà. La parola ucraina per libertà è Svoboda e loro si battono, uomini e donne, militari e civili al fronte per la propria Svoboda. E questa libertà la difendono anche per noi”. Secondo Peter Regli, se Putin vincesse, “e non è da escludere a causa del 47esimo presidente americano, la minaccia si avvicinerebbe all’Occidente”.

Una vita al servizio del Paese

Nato ad Airolo, dove il padre lavorava alle fortificazioni e gli ha insegnato “il valore della libertà”, Peter Regli ha studiato al Liceo di Lugano e poi ingegneria aeronautica al Politecnico di Zurigo. Ha fatto carriera come pilota da combattimento sugli Hunter durante la Guerra fredda. “Come pilota militare sapevamo che, dovendo incontrare i russi o qualcuno del Patto di Varsavia, nel caso estremo non saremmo ritornati”, ha raccontato.

La sua passione per l’opera lirica, in particolare il Nabucco di Verdi, nasce dal tema della libertà. “Giuseppe Verdi si era impegnato per la libertà dall’oppressore. Mi ricorda l’inno nazionale ucraino di oggi”, ha spiegato.

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