Rimane poco sfruttata in Svizzera la possibilità di manifestare per iscritto la propria volontà nel caso in cui dovesse subentrare una incapacità di discernimento per malattia o infortunio.
Solo una persona su cinque ha compilato le direttive del paziente e addirittura solo una su dieci ha redatto un mandato precauzionale.
In Ticino e in Romandia entrambi gli strumenti precauzionali sono ancora meno noti che nel resto del paese e sono in pochissimi a ricorrervi, rileva in una nota diramata domenica Pro Senectute, che ha commissionato un sondaggio all'istituto specializzato gfs.zürich.
Ticino e Romandia poco informati
Notevoli sono le differenze tra le varie regioni linguistiche. In Ticino il 52% della popolazione adulta non sa cosa siano le direttive del paziente, in Romandia la proporzione è addirittura del 62%, viene sottolineato nella nota. Occorre dunque una maggiore attività di informazione e sensibilizzazione per attenuare il carico che grava sia sui famigliari sia sulle autorità, commenta nella nota Werner Schärer, direttore di Pro Senectute Svizzera.
ATS/bin


