Gli istituti di previdenza professionale svizzeri hanno fatto registrare un buon 2023. La performance media ha raggiunto il +5,2%, contro il -9,2% del 2022. È però prematuro parlare di un ritorno alla stabilità, avverte la Commissione di alta vigilanza nell’ambito del secondo pilastro, che martedì ha tracciato il proprio bilancio.
Dopo un anno caratterizzato da prestazioni estremamente negative degli investimenti e dal calo dei tassi di copertura, la situazione finanziaria degli istituti è tornata globalmente positiva l’anno scorso, si legge nel comunicato. L’andamento al rialzo degli investimenti ha permesso un aumento della remunerazione media degli averi di vecchiaia degli assicurati attivi, che è passata dall’1,9% a fine 2022 al 2,3% a fine 2023.
Secondo la Commissione, tuttavia, le tensioni geopolitiche tendono ad intensificarsi ed è necessaria prudenza nelle decisioni che concernono gli investimenti. Gli istituti devono continuare a consolidare le loro riserve.







