Non sono certo segreti di Stato, non svelano programmi tentacolari di intercettazione telefonica, ma gli estratti delle chat con cui Snowden ammazzava il tempo dopo il suo arrivo a Ginevra nel 2007 suonano comunque come una impietosa legge del contrappasso per la talpa dello scandalo PRISM.
È un giovane poco più che ventenne quello che approda in Svizzera, in una delle sue città più internazionali, ma pur sempre “terra straniera”. Pieno di speranze, di eccitazione e anche di ormoni, Snowden, colloquiale e a volte sboccato, snocciola le sue impressioni sulla sua nuova, temporanea casa.
"E' come vivere in una cartolina"
“It’s like living in a postcard” commenta dopo pochi mesi con gli anonimi interlocutori che popolano le chat – “è come vivere in una cartolina” - salvo poi precisare: “è anche incredibilmente cara e terribilmente razzista”. Ne apprezza però le ragazze, “bellissime” e ironizza sulla larghezza delle strade, “pochi centimetri” se comparate con quelle statunitensi.
Nelle chat emerge curiosamente anche una certa durezza nei confronti delle talpe: “dovrebbero sparargli un colpo nelle …”. Evidentemente l’informatico trentenne, oggi, ha cambiato idea. Magari anche sulla Svizzera.
Alessandro Chiara
Gallery image - Quando la talpa viveva a Ginevra...













