Un’indagine esterna sul caso di maltrattamento di animali di Ramiswil - presentata venerdì dalla consigliera di Stato Sibylle Jeker - ha riscontrato una mancanza di consapevolezza del rischio da parte delle autorità solettesi. Il servizio veterinario ha puntato troppo su misure burocratiche e ha avuto eccesiva fiducia nella proprietaria della “fattoria degli orrori”, una 57enne ora sotto inchiesta.

Il responsabile dell'inchiesta, Michael Daphinoff, davanti ai media venerdì insieme alla consigliera di Stato Sibylle Jeker
Il rapporto attesta comunque un operato professionale da parte del servizio veterinario, che il 6 novembre era intervenuto e aveva ordinato la soppressione di 122 cani, fra cui anche cuccioli, trovati in cattive condizioni di salute. Una decisione che la perizia giudica corretta per 99 di questi animali. Per loro sarebbero mancate alternative realistiche.
Per i restanti 23 cani invece non sarebbe stata effettuata una valutazione sufficientemente differenziata; l’eutanasia non era necessariamente l’unica alternativa. Per ottenere chiarezza sull’uccisione dei cani, la protezione animali ha presentato una denuncia penale contro ignoti.

Incredulità e orrore
Telegiornale 10.11.2025, 20:00








