Una persona partita per combattere nelle file di un'organizzazione terroristica potrebbe essere presto privata della nazionalità elvetica: la procedura è infatti stata avviata, come ha dichiarato lunedì la consigliera federale Karin Keller-Sutter, rispondendo a domande poste sul tema dai deputati democentristi Roland Büchel e Céline Amaudruz.
Finora non è comunque mai stata pronunciata alcuna revoca nei confronti di binazionali che abbiano lasciato la Confederazione per unirsi ai fondamentalisti. Che si sappia, 18 dei 93 identificati hanno doppio passaporto, mentre per gli altri occorre verificare e per farlo può volerci molto tempo.
Per quanto riguarda gli svizzeri arrestati in Marocco dopo l'uccisione di due turiste, occorrerà attendere l'esito del processo. In caso di condanna, costoro sconteranno la pena sul posto e la revoca della cittadinanza verrà presa in considerazione solo se dovessero fare ritorno dal paese africano, ha spiegato la responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia.
RG 12.30 del 09.03.2019 La risposta svizzera nella diretta di Mirko Priuli
RSI Info 09.03.2019, 16:42
Contenuto audio
La scorsa settimana il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera non parteciperà attivamente al rimpatrio dei jihadisti elvetici catturati in Siria, come richiesto invece dagli Stati Uniti. Non si opporrà però a un rientro spontaneo, un diritto garantito dalla Costituzione a ogni cittadino.
ATS/dg





