Ricatti sessuali online, un fenomeno sommerso che colpisce soprattutto giovani e minorenni. È una delle tendenze più preoccupanti che emergono dalla fotografia della criminalità in Svizzera nel 2025. Si parla di estorsione sessuale, o sextortion: una forma di ricatto in cui immagini o contenuti intimi vengono usati per minacciare la vittima, con richieste di denaro, altro materiale sessuale o ulteriori prestazioni. Un reato che prospera nel silenzio, nella vergogna e nella paura di esporsi, e che secondo gli addetti ai lavori resta in gran parte nascosto.
Nel complesso, la situazione dei reati penali in Svizzera nel 2025 non si discosta molto da quella dell’anno precedente. Il numero totale dei reati è calato dell’1,5%, ma, guardando più da vicino, emergono alcuni dati significativi. A cominciare dai reati violenti gravi, aumentati di oltre l’8% nel corso dello scorso anno. Gli omicidi sono stati 55 e in più di sei casi su dieci sono avvenuti nella sfera domestica. Le vittime, come avviene spesso in questi contesti, sono state quasi esclusivamente donne. Resta invece stabile il numero dei reati digitali, che sono stati 57’761. Ed è proprio in questo ambito che si colloca una delle forme criminali che più preoccupano: i ricatti sessuali online. In nove casi su dieci a cadere nella trappola sono uomini, e una vittima su tre è minorenne.

Svizzera, aumentano omicidi e ricatti sessuali
Telegiornale 23.03.2026, 20:00
Un dato che non sorprende la fondazione ASPI (Aiuto, Sostegno e Protezione dell’infanzia), interpellata dalla RSI per una reazione. “È in linea anche con i dati emersi lo scorso anno, sempre secondo la polizia criminale”, spiega Lara Zgraggen, co-responsabile del programma di prevenzione denominato “E-www@I!”. “La statistica diceva che l’85% dei reati sessuali vengono commessi su minori di vent’anni. Per cui non ci stupiamo di questo 30%”. Secondo Zgraggen, il dato relativo ai minorenni va inoltre letto con prudenza, perché potrebbe rappresentare soltanto una parte del fenomeno reale. “Probabilmente è la punta dell’iceberg”, osserva. “Sono quei casi che emergono dove c’è magari una segnalazione in polizia e quindi tanti casi restano anche sommersi”. Ed è proprio la difficoltà di chiedere aiuto uno degli aspetti più delicati. Per un adolescente che finisce in questo “buco nero”, venirne fuori può essere estremamente complicato. “C’è molta vergogna. Senso magari di inadeguatezza, paura del giudizio, paura delle ripercussioni”, sottolinea l’esperta. A questo si aggiunge la natura stessa del reato. “Bisogna ricordarsi - chiosa - che nella sex extortion c’è proprio l’estorsione, la minaccia. Quindi parlarne diventa difficilissimo”.
I rischi e le possibili soluzioni
Il rischio, spiegano ancora da ASPI , è che la vittima resti intrappolata nel silenzio e che la sofferenza aumenti. “Si rischia di restare nel silenzio, nel non-detto. Quindi la sofferenza si amplifica”. Per questo, aggiunge l’esperta, è fondamentale riuscire a spezzare l’isolamento. “È importante trovare il coraggio di uscire da questo silenzio e anche da questa forma di manipolazione”.
Chi mette in atto questi ricatti, infatti, punta proprio a impedire che la vittima parli. “Chi fa estorsione ha l’obiettivo che la vittima chiaramente non ne parli, non chieda aiuto”, ricorda ancora la co-responsabile di “E-www@I!”. Il primo passo, quindi, è trovare qualcuno con cui confidarsi. “Bisogna trovare il coraggio di mettere delle parole nella consapevolezza che intorno ci sono degli adulti di riferimento”.
Non sempre, però, rivolgersi ai genitori è facile. Per questo esistono anche servizi specializzati come ad esempio Click and Stop, che è una piattaforma di segnalazione e anche di consulenza, spiega Zgraggen. Un supporto importante, anche perché “la consulenza può essere anonima su situazioni di questo tipo”.
Sul fronte della prevenzione, il messaggio è concreto e diretto. “Sembra banale, ma di fatto non lo è”, premette. Servono consapevolezza del rischio e spirito critico, ma anche comportamenti molto chiari nella pratica quotidiana. Il consiglio principale è semplice: non inviare foto intime a persone conosciute online o a sconosciuti. “Il rischio è che davvero poi queste foto vengano utilizzate come estorsione”, avverte. Per questo, conclude, “non vanno trasmesse informazioni, soprattutto foto intime”.

Statistica dei reati '25
SEIDISERA 23.03.2026, 18:00
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