L’ospedale San Raffaele preferisce non commentare il caso del dottor Francesco Maisano, approdato a Milano nel 2021 attraverso regolare concorso dopo aver lasciato l’Ospedale universitario di Zurigo. Lì, negli anni in cui il medico era responsabile della cardiochirurgia sono state riscontrate disfunzioni organizzative e mediche, sfociate in una mortalità superiore alle attese. Circa 70 decessi inattesi sono recensiti in un rapporto pubblicato questa settimana, 11 casi di morti sospette e 13 di utilizzo improprio di dispositivi medici sono stati segnalati alle autorità penali. Nel documento vengono evidenziati anche i conflitti di interesse di Maisano, coinvolto nello sviluppo del “cardioband”, protesi cardiaca utilizzata a più riprese all’Unispital.
Non invece al San Raffaele, a quanto sembra. E all’interno del nosocomio milanese non si sarebbero mai registrati casi anomali. A Milano non sembrano in vista cambiamenti nello status di Maisano, che continua a dirigere la cardiochirurgia e a insegnare all’Università Vita-Salute, collegata all’ospedale. Resta membro anche della commissione etica regionale della Valle d’Aosta.
In Italia, dove in molti stentano a credere che lo stimato professore, che ha operato anche personaggi famosi come Flavio Briatore, sia coinvolto in quello che è forse il più importante scandalo sanitario della storia svizzera, sembra dunque che si vogliano attendere gli eventuali sviluppi della vicenda zurighese prima di prendere misure.












