Il 10% delle richieste per ottenere permessi di soggiorno in Svizzera proviene da persone che presentano documenti contraffatti, facendosi passare per cittadini dell'Unione europea. Questo dato è stato reso noto oggi, domenica, in seguito a una ricerca eseguita a Berna. “Abbiamo esaminato 850 domande e circa un decimo comportava documenti di identità, contratti di lavoro o di affitto falsificati o veri, ma rubati”, ha spiegato il responsabile del controllo abitanti della capitale elvetica alla "NZZ am Sonntag". Il caso di Berna non è però isolato, infatti anche altri responsabili cantonali e comunali hanno confermato questa tendenza.
I richiedenti sono, in generale, cittadini di paesi terzi che necessitano di un visto per entrare nella Confederazione o soggiornarvi oltre 90 giorni.
La difficile lotta a tali abusi
Sono state organizzate giornate informative in diversi cantoni per sensibilizzare il personale interessato, con lo scopo di combattere la migrazione illegale e la cirminalità transfrontaliera, ma i progressi tecnici dei falsari rendono ancor più difficile il riconoscimento di documenti contraffatti.
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