La Caritas è del parere che gli oltre 30'000 rifugiati la cui domanda è stata rifiutata ma che continuano a vivere in Svizzera con lo statuto di persone ammesse a titolo provvisorio perché non possono rimpatriare a causa di guerre o violenze, debbano poter beneficiare degli stessi diritti di chi invece l'asilo lo ha ottenuto.
L'organizzazione umanitaria ricorda che molte di queste persone sono costrette a restare per periodi molto lunghi e tra loro vi sono donne, anziani e bambini soli. Il loro statuto di protezione andrebbe quindi sostituito con uno più consono, si fa notare nella presa di posizione manifestata giovedì.
La richiesta è d'altronde condivisa dalla Commissione federale della migrazione. Gli esperti della Confederazione hanno in effetti aperto il dibattito sulla questione lo scorso dicembre.
ATS/dg







