E' partito in questi giorni il progetto pilota che vede coinvolte dieci aziende agricole per una durata di tre anni, che prevede l'assunzione di rifugiati riconosciuti e di candidati all'asilo ammessi provvisoriamente in Svizzera. L'intento è, da un lato, di permettere una migliore integrazione (apprendimento della lingua, acquisizione di nuove competenze) e, dall'altro, di fornire manodopera in un settore che fatica a reclutarne.
Come hanno indicato, martedì a Fuellinsdorf (BL), i rappresentanti dell'Unione dei contadini e della Segreteria di Stato della migrazione, ne beneficierà anche la collettività, poiché questi profughi, che nel primo mese d'impiego guadagneranno 2'300 franchi lordi e dal secondo quello fissato dalle norme, diventeranno finanziariamente indipendenti. Le fattorie riceveranno mensilmente un indennizzo di 200 franchi per ogni assunto e, se gli offrono vitto e alloggio, altri 200.
Questa è anche una risposta alle esigenze previste dall'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
ATS/dg
RG 12.30 del 20.05.15 - Il servizio di Monica Fornasier
RG 12.30 del 20.05.15 - Chiara Orelli Vassere, direttrice della sezione ticinese di Soccorso operaio, al telefono con Giuseppe Limoncello
RG 18.30 del 20.05.15 - Il servizio di Maria Jannuzzi







