Le autorità italiane hanno arrestato l’attivista per i diritti umani algerino Rachid Mesli. Il fermo, avvenuto su richiesta di un mandato internazionale di Algeri, che lo accusa di terrorismo, è avvenuto al Gran San Bernardo mercoledì. L’uomo, che si trovava con moglie e figli, ha lo statuto di rifugiato politico in Svizzera, dove ha fondato nel 2007 la sua Organizzazione non governativa Alkarama*.
Mesli, avvocato, si trova ora ad Aosta e secondo la stampa italiana sarebbe in attesa della decisione della Corte d’appello di Torino che dovrebbe pronunciarsi sulla sua estradizione.
Nel suo paese è stato uno dei legali dei capi storici del Fronte islamico di salvezza, formazione politica fondata a fine anni Ottanta e che militava per la creazione di uno Stato islamico: nel 1996 era stato condannato a tre anni di prigione con l’accusa di aver fomentato il terrorismo. Liberato nel 1999 ha trovato rifugio a Ginevra.
ATS/AlesS
*Nel 2014, l’ONG era stata accusata dagli Stati Uniti di avere legami con al Qaida. Tre mesi fa ha pubblicato un rapporto sul mondo arabo, sottolineando che la lotta la terrorismo è un pretesto usato dai Governi per reprimere le libertà.





