I paesi dell’Unione Europea che appartengono all’area Schengen potranno in futuro, in modo autonomo, effettuare controlli (al massimo per un periodo continuato di due anni) ai valichi di confine.
La presenza di un numero elevato di clandestini sarà la condizione per poter compiere tali verifiche. Un accordo in tal senso è stato raggiunto ieri sera a Bruxelles fra Parlamento e Consiglio. Alla Commissione è stato dato il potere di vigilare su eventuali abusi, "anche con visite sul posto", ha specificato la commissaria agli affari interni Cecilia Malmström.
Nella primavera del 1995 sono stati aboliti i controlli sistematici di identità ai confini tra i paesi aderenti all’area Schengen. La Svizzera ne fa parte dal 2008. La necessità della riforma emerse all'epoca delle tensioni fra Italia e Francia riguardo all'afflusso di profughi tunisini. Fino a oggi, la pressione migratoria non era considerata una giustificazione valida per reintrodurre le verifiche dei passaporti, praticate soltanto (temporaneamente) per motivi di sicurezza.






