Lo smaltimento di scorie radioattive provenienti dai settori della medicina, dell’industria e della ricerca costa complessivamente 2,4 miliardi di franchi alla Confederazione. È la nuova stima presentata al Consiglio federale dai Dipartimenti competenti. La valutazione del 2018 parlava ancora di 2,5 miliardi di franchi.
Anche l’importo che dovrà ancora essere finanziato entro il 2070 dalla Confederazione e dal settore dei Politecnici Federali (PF) è leggermente inferiore alle valutazioni precedenti: circa 900 milioni di franchi. Il Governo ha preso atto di queste stime nella sua seduta odierna.
La riduzione rispetto al 2018 è dovuta principalmente ai risparmi nel settore dei depositi in strati geologici profondi. Un terzo dei costi è già stato saldato, precisa venerdì il Consiglio federale in una nota. Un’altra quota è finanziata dai produttori di scorie esterni attraverso le imposte. I restanti 900 milioni di franchi circa saranno finanziati in parti più o meno uguali direttamente dalla Confederazione e dal settore dei PF.
Il Governo ricorda che la Confederazione è responsabile dello smaltimento di scorie radioattive prodotte dagli impianti di ricerca della Confederazione e dai settori dei PF, ma anche dall’industria, dagli ospedali e da altri istituti di ricerca.
Il Consiglio federale ha incaricato i Dipartimenti competenti - quello dell’interno (DFI), quello dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), quello delle finanze (DFF) e quello dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) - di sottoporgli entro la fine del 2028 una nuova stima dei costi.
Notiziario delle 11.00 del 15.12.2023

Notiziario delle 11:00 del 15.12.2023
Notiziario 15.12.2023, 11:00
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