Svizzera

Sempre più donne scelgono di congelare gli ovuli

Anche in Svizzera, però, la pratica suscita diversi interrogativi, inoltre la procedura non è infallibile. Congelare un ovulo non significa avere la certezza che poi la gravidanza funzionerà

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Il congelamento degli ovuli continua a crescere

Telegiornale 08.02.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Patrick Solcà/sdr 

In Svizzera sempre più giovani donne scelgono di congelare i loro ovuli per aumentare la possibilità di avere un figlio anche dopo i 40 anni. La crioconservazione di ovuli è una tendenza che negli anni sta prendendo sempre più piede un po’ dappertutto e il nostro Paese non fa eccezione.

I dati dell’Ufficio federale di statistica parlano chiaro. Escluse le ragioni mediche, tra il 2019 e il 2023 le donne che hanno messo nel congelatore i propri ovuli sono triplicate passando in 5 anni da 841 a 2’551. E secondo i dati parziali disponibili finora nel 2024 se ne sono aggiunte almeno altre 710.

Ma quali sono le motivazioni che spingono, generalmente, le donne ad effettuare a tale scelta? Marina Bellavia direttrice sanitaria ProCrea Lugano, ha spiegato che “in assenza di un partner, quando le giovani ragazze sanno di avvicinarsi alla soglia dei 35 anni - ed è dopo i 35 anni che la curva della fertilità inizia a ridursi - allora lì si pongono questa domanda e si dicono “forse è meglio conservare gli ovociti per avere questo jolly in più per il futuro”.

I cambiamenti della società occidentale negli anni hanno spinto le giovani donne a diventare madri sempre più tardi. In Svizzera la media è sopra i 31 anni e si sa che più l’età avanza più la fertilità diminuisce. Un modo per guadagnare tempo che spesso però suscita interrogativi e paure circa i rischi e gli effetti collaterali legati soprattutto alle terapie per stimolare la produzione di ovuli da prelevare. La dottoressa Bellavia, su questo fronte, tende comunque a rassicurare. “La parte dolorosa sarebbe quella del prelievo degli ovociti che è fatta con una sedazione profonda per cui la paziente non avverte il dolore, rammenta la direttrice sanitaria di ProCrea. La fase della stimolazione invece non è dolorosa, perché le iniezioni hanno un ago molto sottile sottocutaneo, per cui di solito le pazienti riescono a farle senza problemi. Anche chi ha la fobia degli aghi. In 48 anni ormai quest’anno di fecondazione in vitro sappiamo chiaramente che non ci sono rischi né a breve né a lungo termine per l’effetto di questi ormoni”.

La procedura però non è infallibile. Congelare un ovulo non significa avere la certezza che poi la gravidanza funzionerà e non è nemmeno detto che gli ovuli congelati vengano poi per forza utilizzati.

“Il tasso dell’utilizzo di questi ovociti è stato appena pubblicato, conclude Bellavia. In effetti è considerato ancora basso, va più o meno dal 15 al 30%. Le motivazioni principali sono o l’insorgenza di una gravidanza spontanea, nel frattempo, oppure l’assenza del partner. Per cui quegli ovociti rimangono più conservati perché la paziente ancora non può avere una gravidanza ma sono importanti ancora di più perché il tempo passa e quindi le chance di gravidanza spontanea sono più basse, allora quegli ovociti saranno ancora più importanti”. La pratica di crioconservazione può essere ripetuta più volte e ha un costo che parte da circa 5’000 franchi.

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