La legge è chiara: gli esercizi pubblici devono essere controllati ogni anno. Eppure, nel bar “Le Constellation” di Crans-Montana non erano state effettuate ispezioni dal 2019. Come si spiega? Una domanda centrale che gli inquirenti hanno posto venerdì all’attuale responsabile della sicurezza pubblica del Comune vallesano, che è stato sentito in un interrogatorio durato quasi dodici ore.
Un interrogatorio che non è ancora terminato, ma che ha fornito alcuni elementi molto interessanti, come rivelato domenica dalla cellula d’inchiesta RTS.
Il responsabile della sicurezza ha assunto l’incarico nel maggio del 2024. L’ex capo e il suo vice avevano lasciato il posto poco prima, a febbraio. Il neoassunto ha quindi dovuto formare una nuova squadra. Secondo quanto da lui dichiarato, ha rapidamente constatato una mancanza di risorse per effettuare i richiesti controlli periodici. È comunque riuscito a dotarsi di una squadra composta da cinque persone, lui compreso.
Una questione di priorità
Davanti agli inquirenti, il responsabile della sicurezza pubblica ha spiegato che sul fronte dei controlli ha dovuto stabilire delle priorità. E lo ha fatto basandosi sulle indicazioni dell’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione per i fabbricati (AICA). La priorità è quindi stata data a ospedali, cliniche e case di riposto. Seguivano i controlli degli alberghi poi quelli degli esercizi pubblici.
Per quanto riguarda gli esercizi pubblici, il capo della sicurezza ha dichiarato di essersi dapprima interessato a quelli il cui incarto era ancora aperto. Nell’interrogatorio ha dunque spiegato che nella banca dati informatica risultava che quello del bar “Le Constellation” era chiuso dal 2023. In altre parole, il locale risultava essere in regola.
Al Constellation erano stati richiesti dei lavori
Il fatto che il “Constellation” risultasse essere in regola sarà sicuramente oggetti di analisi approfondite dal parte del Ministero pubblico. Infatti, l’ultimo controllo del bar risale al 2019. E l’allora responsabile della sicurezza aveva chiesto al proprietario dell’esercizio di effettuare diversi lavori di messa a norma. Nessun documento presente nell’incarto penale indica, ora, che questi lavori siano stati eseguiti.
Secondo informazioni raccolte da RTS, durante l’interrogatorio le procuratrici hanno tentato di fare luce proprio su questo punto. Ma il capo della sicurezza ha ribadito di essere in carica dal maggio 2024 e che non spetta a lui esprimersi su quanto successo prima del suo arrivo.
Il nuovo sistema informatico
Il capo della sicurezza ha inoltre messo in evidenza un ulteriore elemento per spiegare i ritardi accumulati nell’ambito dei controlli. Come già rivelato venerdì dalla RTS, ha parlato di un aggiornamento del sistema informatico per il monitoraggio delle ispezioni e delle scadenze.
In sostanza, alcuni Comuni vallesani utilizzavano un sistema chiamato VS-FIRE. Ma nel 2022 è scoppiato uno scandalo: l’informatico che gestiva il sistema è stato sospettato di voler ricattare polizia e pompieri. Con l’apertura di un procedimento penale, il Canton Vallese ha deciso di non voler più utilizzare sistema in questione. Secondo il responsabile della sicurezza interrogato, il suo predecessore aveva allora inserito tutti i dati riguardanti i controlli in un file Excel che è poi stato necessario trascrivere nel nuovo sistema, chiamato LODUR. Ed è così che le ispezioni avrebbero subito dei ritardi.
Le scuse alle vittime
Al termine dell’interrogatorio, venerdì sera, il responsabile della sicurezza pubblica ha tenuto a scusarsi con le vittime della tragedia. Ha detto che, in quanto a capo del servizio, aveva “una responsabilità morale” nei confronti delle vittime, ma che non pensava di avere una responsabilità penale.
Il suo interrogatorio proseguirà in data ancora da stabilire. Per l’imputato, che è accusato in particolare di omicidio colposo, vale la presunzione d’innocenza.

Crans-Montana, le vittime sono ora 41
Telegiornale 01.02.2026, 20:00






