È stato condannato a una "misura terapeutica stazionaria" in un istituto psichiatrico chiuso il 33enne svizzero che il 14 luglio del 2016 aveva sparato a un 29enne polacco a lui sconosciuto.
Glielo avevano ordinato delle "voci", ha sostenuto l'imputato che, secondo il Tribunale regionale di Berna-Mittelland, non è imputabile. Un perito psichiatrico gli ha infatti diagnosticato una grave schizofrenia paranoide che lo rende incapace di rendersi conto del torto compiuto.
Se e quando potrà essere rimesso in libertà rimane una questione aperta. Secondo il codice penale che prevede simili misure, il cosiddetto "piccolo internamento" a scopo terapeutico non supera di regola i cinque anni. In seguito, se non sono ancora adempiuti i presupposti di una liberazione condizionale, è però sempre possibile un prolungamento.
ATS/SP





