L’Unione sindacale svizzera ha lanciato un appello, in una conferenza stampa venerdì a Berna, a Banca nazionale e Consiglio federale, chiedendo loro di vigilare sul franco forte, per impedire il sacrificio di impieghi. La decisione di abolire il tasso minimo di cambio rischia infatti di diventare l’errore più grave nella politica economica degli ultimi decenni.
Paul Rechsteiner, presidente dell’organizzazione, ha aggiunto che il corso ideale per mantenere in piedi il sistema è di 1,30 franchi per euro. La confederazione di lavoratori si oppone vigorosamente a tutti coloro che speculano sulla crisi per imporre alle fasce più deboli della popolazione programmi che intendono smantellare i diritti sociali acquisiti.
Per la vicepresidente Vania Alleva, i salari in euro ai frontalieri spalancano inoltre le porte a una pericolosa pressione sui salari.
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Il dossier: Cambiano gli equilibri
RG 12.30 del 6.2.2015 La corrispondenza di Mattia Serena






